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Scopelliti raccoglie l'allarme per Italcementi
Accolto a Vibo dall'urlo degli operai: «Lavoro»

Calabria

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VIBO VALENTIA - “Lavoro, lavoro, lavoro” così, gridando dalla vetta del silos alto 90 metri, i lavoratori dell’Italcementi di Vibo Marina hanno accolto il governatore Scopelliti arrivato ieri in serata a dare ascolto ai manifestanti. È da cinque giorni, da quando l’azienda ha deciso di chiudere i cancelli della cementeria, che tredici dipendenti, sfidando la fame e la sete, hanno deciso di proseguire la loro battaglia dalla cima del Silos più alto. “Chiediamo che i politici regionali si assumano le proprie responsabilità, se loro non vengono, andiamo noi da loro", avevano dichiarato in questi giorni. Hanno chiesto il supporto della politica in tutti i modi i dipendenti Italcementi e ieri lo hanno trovato, tutte le istituzioni interessate sono intervenute all’incontro, il governatore Scopelliti, l’assessore regionale al lavoro Salerno, il presidente del consiglio regionale Talarico, il questore di Vibo Valentia, il vice prefetto Caracciolo, il consigliere regionale Pietro Giamborino. 

“Vogliamo che il governatore salga qui su”, hanno intimato i manifestanti dal silos ma, dopo un dibattito durato dieci minuti, hanno deciso di scendere. Il primo a venir giù è Giovanni Patania, componente della Rsu dell’Italcementi e sindacalista dello Slai Cobas, ha il volto segnato da questi giorni di permanenza sul silos, sulla testa una bandana per ripararsi dal caldo, subito si rivolge al governatore: “Non vogliamo la solidarietà di nessuno, siamo consapevoli che oramai abbiamo perso il posto di lavoro, perdendo il posto di lavoro abbiamo perso tutto ma non vogliamo perdere anche la dignità, continueremo fino a quando non avremo risposte concrete, se molliamo, tutti si dimenticheranno di noi”. Ha iniziato così Giovanni Patania, dichiarando le loro serie intenzioni a non mollare, chiedono che almeno la Regione, visto il disinteresse dell’azienda, trovi una soluzione per salvare il posto di lavoro agli 82 dipendenti. “Oramai siamo all’epilogo, l’azienda ha deciso e non tornerà indietro, ora tocca alla regione farsi carico del destino dei lavoratori in forza alla cementeria - ha dichiarato Patania - abbiamo fatto due proposte, una riguardo la possibilità di trasformare il sito in un centro per lo smaltimento dei rifiuti, l’altra è la possibilità per l’Eni di spostare i propri depositi in questo stabilimento, ma non abbiamo avuto risposte”. 
Secca la risposta di Scopelliti, il quale ha dichiarato di nutrire dei dubbi sulle proposte avanzate dai lavoratori: “Io sono scettico sul fatto che si possa trovare una soluzione in poco tempo, ci sono dei limiti, non si può trasformare un sito in qualcos’altro dall’oggi al domani - ha dichiarato Scopelliti - la vostra è una battaglia giusta, noi siamo disponibili a qualsiasi iniziativa per salvaguardare il posto di lavoro ma dobbiamo ben capire cosa vuole l’azienda, giovedì ci sarà un tavolo in prefettura e noi saremo tutti presenti". Volevano un segnale di interesse da parte della politica, e questo è arrivato, il governatore della regione Calabria si è dimostrato disponibile a trovare una soluzione: “Se servono risorse, le troviamo, siamo disposti ad intervenire con ammortizzatori sociali, riqualificazione del personale e corsi di formazione, ma nel breve tempo non vedo la possibilità di altre soluzioni, stiamo giocando la stessa partita, se perdete voi, perdiamo anche noi”.

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