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Il Governo scioglie Taurianova, è la terza volta
Il civico consesso ancora infiltrato dalle 'ndrine

Calabria

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ROMA - «Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deciso, su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di sciogliere il consiglio comunale di Taurianova (Reggio Calabria)». E’ quanto si legge nel comunicato diffuso da palazzo Chigi al termine della riunione del Cdm. Il comune di Taurianova era guidato da una coalizione di centrodestra che sosteneva il sindaco Domenico Romeo eletto il 30 maggio 2011. Nel settembre dello scorso anni il prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, su delega e autorizzazione dell'allora Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, aveva disposto l'insediamento della commissione di accesso antimafia. Il sindaco, Domenico Romeo, nei mesi precedenti la nomina della commissione prefettizia aveva subìto alcune intimidazioni anche particolarmente gravi. Il consiglio comunale di Taurianova vanta un triste record è stato, infatti, sciolto per infiltrazioni mafiose nel '91 quando fu il primo caso di applicazione della normativa che prevedeva la sospensione degli amministratori sospettati di collusioni mafiose, e poi ancora una volta nel 2009, quando sindaco era lo steso Romeo. A questo punto è giunto il terzo commissariamento a seguito delle risultanze dei lavori della commissione di accesso nominata da Piscitelli. La legge che prevede il commissariamento per i comuni a rischio di infiltrazione mafiosa, come detto, risale al 1991 e fu proprio il caso di Taurianova, centro della piana di Gioia Tauro insanguinato da una faida decennale, a determinarne il varo. 

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