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L'artigiano e i turisti spariti
Viaggio nelle ceramiche crotonesi

Calabria

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CROTONE - Continua il lavoro meticoloso del laboratorio di ceramiche di Le Castella. Un laboratorio artigianale ormai divenuto una tappa fissa per chi visita il piccolo borgo nel comune di Isola Capo Rizzuto. Riconosciuto anche dalla Regione Calabria, e inserito da ormai qualche tempo nei percorsi turistici e scolastici del crotonese, di fatto sono molte le scolaresche e i gruppi turistici che fanno tappa presso questo piccolo laboratorio, gestito con grande maestria dai giovanissimi Emanuel Vizzacchero e Mariangela Parisi, laureata presso l’accademia delle belle arti. 

I due, che fanno coppia nella vita di tutti i giorni, si trovano molto in sintonia anche nella vita lavorativa. Infatti, Vizzacchero ha il compito di lavorare l’argilla e farne uscire le migliori sculture possibili, in seguito la dottoressa Parisi, si occuperà dei colori e delle decorazioni. Tante le opere d’arte realizzate in quest’ultimo periodo: Sculture dell’antica Kroton, le tavole di Gioacchino di Fiore, il castello aragonese di Le Castella e centinaia di altre opere. Ora invece, la coppia, si sta concentrando sulle figure mitologiche rivisitate, purtroppo però le visite calano, come ammette lo stesso Vizzacchero: “Le Castella non è più il luogo desiderato di un tempo, da qualche anno il turismo è calato sensibilmente. La colpa maggiore è sicuramente della crisi che sta circondando tutta l’Italia, però questa non deve essere una scusa, perché comunque, ancora gran parte degli italiani va in vacanza, ma non sceglie più Le Castella. Dovremmo fermarci tutti e chiederci il perché, inoltre, qualche anno in bassa stagione si lavorava molto con i turisti stranieri, tedeschi in prima linea, ora anche questo scelgono altre mete. Non so di chi sia la colpa di tutto ciò e non è compito mio dirlo, però ora dobbiamo rimboccarci le maniche per risalire”. 
 Le visite scolastiche come procedono: “Su quello non posso lamentarmi, le scuole sono entusiaste quando escono dal mio laboratorio, i ragazzi sono contenti di vedere i lavori artigianali di un tempo che ormai vanno sempre più a scomparire, purtroppo però la vendita è poca, resta solo la soddisfazione personale di vedere l’entusiasmo dei giovanissimi. Inoltre, qualche giorno fa ho ricevuto anche la visita di alcuni tour operator che mi hanno confessato la volontà di investire su Le Castella, inoltre segnali positivi mi sono stati dati anche da un gruppo di imprenditori finlandesi e da un gruppo del rotary club di New York. In definitiva quale sarebbe la tua soluzione? “Al momento non vedo via d’uscita, credo che quello che dovremmo fare tutti è restare uniti e cercare insieme di far tornare Le Castella ai fasti di un tempo. Io nel mio piccolo cerco di fare il massimo, la sera sposto il mio lavoro all’esterno, quasi in mezzo alla strada, per cercare di attirare quel poco di gente che passa. Poi credo che ognuno debba fare quello che sa fare meglio senza improvvisarsi, altrimenti si peggiora la situazione. Per ora speriamo che quest’estate sia positiva per tutti”.

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