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Furto di materiale in rame, inchiesta a Catanzaro
797 denunciati e dieci aziende sequestrate

Calabria

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CATANZARO - Furti di rame da linee elettriche e telefoniche ma anche nei cimiteri e un giro di smaltimento illecito di rifiuti speciali. E’ quanto emerso da un’inchiesta dei carabinieri del Noe di Catanzaro, che hanno denunciato in stato di libertà alla Procura di Lamezia Terme 797 persone in tutta Italia. Per 33 le accuse sono di traffico illecito di rifiuti e associazione per delinquere finalizzata al furto ed alla ricettazione di rame. Le altre di illecito conferimento di rifiuti.

Molti denunciati sono responsabili o soci in imprese che svolgono l’attività di smaltimento dei rifiuti. Dieci aziende, sulle molte controllate, sono state sequestrate in Calabria. Dalle indagini condotte dai carabinieri del Noe in collaborazione con quelli delle Compagnie di Lamezia Terme e di Catanzaro, è emerso che il rame rubato veniva poi riciclato dagli indagati che lo cedevano ad imprese di altre regioni che poi lo rivendevano. Indagando su questo filone d’indagine, avviato in seguito ai numerosi furti di rame registrati un tutta la zona del lametino, gli investigatori hanno compiuto numerosi sopralluoghi in aziende di smaltimento di tutta Italia, scoprendo così il conferimento illecito di rifiuti speciali. L’indagine, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme, è ancora in corso.

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