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Otto anni per gli 8 ciclisti uccisi a Lamezia
E' definitiva la condanna per l'uomo che guidava

Calabria

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LAMEZIA TERME – Condanna definitiva a otto anni per Chafik El Ketani, 23 anni, l’investitore degli otto ciclisti lametini. Stamattina infatti gli agenti del commissariato di Lamezia hanno notificato al giovane marocchino l’ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica di Lamezia a seguito della sentenza definitiva emessa dalla Cassazione che ha confermato la pena di otto anni inflitta sia nel primo che nel secondo grado di giudizio. In primo grado il giovane investitore era stato condannato dal gup di Lamezia con il rito abbreviato a otto anni rispetto ai dieci anni chiesti dal pm Domenico Galletta. 

Pena poi confermata in Appello e ora dalla Cassazione. El Ketani il 5 dicembre 2010 a bordo di una Mercedes falciò dieci ciclisti lametini (sette morirono sul colpo e l’ottavo due mesi dopo, mentre altri due rimasero feriti). Il giorno stesso della strage El Ketani era finito in carcere ma successivamente gli furono concessi i domiciliari (in seguito gli era stato concesso il permesso di recarsi al lavoro) dove c’è rimasto fino a stamattina quando la polizia lo ha prelevato presso la sua abitazione di località Mortilla di Gizzeria lido per trasferirlo al carcere di Catanzaro dove dovrà espiare il residuo di pena. Chafik El Ketani, alla guida di una Mercedes investì dieci ciclisti lametini (otto morti e due sopravvissuti) il 5 dicembre 2010 nel tratto della statale 18 fra Lamezia e Gizzeria, causando la morte sul colpo di Rosario Perri, Franco Stranges, Fortunato Bernardi, Pasqualino De Luca, Giovanni Cannizzaro, Domenico Palazzo e Vinicio Puppin, mentre Domenico Strangis spirò dopo due mesi e mezzo di coma all'ospedale di Cosenza. Rimasero feriti Gennaro Perri (fratello di Rosario) e Fabio Davoli. Dalle indagini emerse che  al momento del fatto l’imputato «era sotto l’effetto di cannabinoidi in grado di alterarne le funzioni necessarie nella guida». Emerse anche che la Mercedes al momento dell’impatto procedeva alla velocità di 109 km/h.

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