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I rifiuti della Calabria finiscono in giro per l'Italia
La gestione del "tal quale" affidata con "urgenza"

Calabria

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CATANZARO - Il “tal quale” della Calabria sarà smistato in tutte le regioni d’Italia e non solo. Parliamo di spazzatura, quella non trattata, quella che da qualche mese si può sversare negli impianti pubblici (anche in quelli della Toscana) senza trattamento, per via dell’emergenza, provocata da sedici anni di commissariamento e dalle discariche strapiene che sono dislocate in tutto il territorio. La Regione indice le gare d’appalto per smistare la spazzatura, tre di questi bandi sono con procedura “d’estrema urgenza”, altre in evidenza pubblica hanno un obiettivo preciso: operare un restyling degli impianti. Insomma si chiudono le discariche, si manda la spazzatura altrove e si cercano di evitare altre crisi. Bisogna capire tutto ciò quanto costerà, l’unica cosa certa è che l’operazione per l’esecutivo di Palazzo Alemanni è necessaria. Intanto dei tre appalti fatti con estrema urgenza, due non sono andati a buon fine. Per lo smaltimento dei rifiuti (tal quale e scarti) in discarica regionale, la legge prevede minimo tre soggetti partecipanti, quattro sono state le imprese invitate, pari ai gestori delle discariche regionali attive o prossime all’esercizio, ma a tale gara si è presentata solo la Bieco Srl e l’appalto non è stato aggiudicato, anche perchè l’unica offerta protocollata era in aumento, la gara è stata ripetuta e si è presentata solo la Daneco (che gestisce già Alli, Pianopoli e San Pietro Lamentino), insomma è l’ennesimo flop, a questo punto per non perder più tempo la gara, (appena ripartita e ancora in corso), sempre in urgenza, prevede lo sversamento del “tal quale” anche fuori della Calabria e 5 sono state le imprese ammesse per l’apertura dell’offerta. Oltre all’urgenza ci sono poi gli appalti, ancora in corso di svolgimento, fatte in base all’articolo 55 della legge in materia ambientale che prevede una procedura sempre pubblica, ma ristretta, ovvero aperta a tutti i soggetti che ne fanno domanda, si tratta di bandi che prevedono lo smaltimento del percolato della disarica di Alli a Catanzaro e del percolato della discarica di Rossano, perchè in realtà dopo mesi di emergenza, di rifiuti incendiati per strada e spazzatura ammassata in balle gli impianti sono andati in tilt e non si può far altro che smaltirli altrove, fuori dalla Calabria, perchè i depositi sono strapieni e le crisi vanno evitate, lo sa bene la Regione che a stento esce da un periodo molto buio, a dire il vero iniziato già negli ultimi mesi del commissariamento. Ad oggi c’è chi accusa la Regione di far diventare il comparto rifiuti un vero e proprio business, giocando sull’emergenza. L’assessore all’Ambiente, Franco Pugliano però non ci sta e ha intenzione di spiegare: «La cosiddetta "procedura ristretta" utilizzata per le gare di smaltimento del percolato, è sempre una procedura ad evidenza pubblica, con pubblicazione del bando sulla guri (e guce se necessario) e su quotidiani nazionali e locali, oltre che sul sito dipartimentale. Chiunque fa istanza di partecipazione e possiede i requisiti richiesti, deve essere invitato (non c'è quindi alcuna discrezionalità della stazione appaltante, ma solo la possibilità di accorciare i tempi di pubblicazione in caso d'urgenza, come nel caso nostro)».

 
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