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Aiuti per "tutelare" i beni del clan Bellocco
Arresti nel reggino, c'è anche comandante vigili

Calabria

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REGGIO CALABRIA - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato sei persone tra le quali il comandante ed un agente della polizia municipale di San Ferdinando. L’operazione, denominata Tramonto, riguarda la cosca Bellocco. I reati contestati variano dall’estorsione all’intestazione fittizia di beni aggravati dalla metodologia mafiosa. I due vigili, secondo l’accusa, avrebbero agevolato la cosca Bellocco nell’intestazione fittizia del bar "Blu marine". 

IL COMANDANTE DEI VIGILI. Falsità in atto pubblico e favoreggiamento aggravati sono i due reati di cui è chiamato a rispondere Giuseppe Stucci, il comandante della polizia municipale di San Ferdinando arrestato questa mattina insieme all’agente Giuseppe Spanò nell’operazione. La vicenda cui fa riferimento il capo d’accusa è il verbale d’ispezione che i due agenti hanno firmato al bar di fatto gestito da Domenico Bellocco ma formalmente intestato ad Aneta Brewkzynska. L'operazione formale era stata fatta per eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale. Il verbale dava atto della presenza della donna mentre in realtà non era presente. Il comandante della polizia municipale non poteva non sapere, secondo la procura, che il bar era di fatto gestito da Bellocco. Il magistrato ha poi fatto notare come l'agente Spanò sia risultato essere nipote di Aurora Spanò, ritenuta, insieme al marito Giulio Bellocco, capo dell’omonima cosca.
GLI ARRESTATI. Si tratta di Giuseppe Stucci, di 59 anni, detto “Vito”, comandante dei vigili, e dell’agente Giuseppe Spanò (44). Gli altri provvedimenti restrittivi sono stati notificati a Aurora Spanò (66), Antonio Bellocco (25), detto Totò, e Domenico Bellocco (32), tutti e tre già detenuti, e Aneta Brewczynska (38), polacca. I sei sono accusati, a vario titolo, di estorsione, concorso in intestazione fittizia di beni, concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e concorso in favoreggiamento, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.
"TROPPE MELE MARCE". "Le attivita sviluppate dai carabinieri hanno portato a risultati significativi" perchè è importante "estirpare dai territori quei personaggi che dovrebbero fare rispettare le regole e invece agevolano le cosche". E’ il commento del procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho alla conferenza stampa nella quale sono stati presentati i risultati dell’operazione 'Tramonto 2'. Il magistrato ha ripetuto più volte la necessità di "individuare le mele marce e la politica asservita" per ripristinare la legalità nei territori a forte ingerenza mafiosa, lo stesso concetto è stato ribadito dal procuratore aggiunto della Dda reggina Michele Prestipino nell’affermazione che "le mafie senza zona grigia non sono niente".

"Abbiamo messo insieme - ha sostenuto il procuratore aggiunto Michele Prestipino - alcuni elementi di prova che erano emersi durante le indagini del marzo scorso cui si sono aggiunti ulteriori elementi scoperti mentre effettuavamo quell'operazione. Non abbiamo fatto solo arresti, ma colpito anche in questo caso i patrimoni, ma quel che è peggio, siamo venuti in contatto con due persone presumibilmente estranee alla cosca che si sono prestate agli interessi della consorteria criminale".

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