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Mare, cresce la schiuma sulla costa calabrese
Ma l'Arpacal rassicura «sono soltanto alghe»

Calabria

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CATANZARO - La presenza di rifiuti a mare e di schiume, che nella maggior parte dei casi è stata accertata quale mucillagine o proliferazione algale, sono le principali emergenze segnalate al Numero Verde dell’Arpacal (800.33.19.29) dai cittadini presenti su pressochè l’intera costa calabrese. «E' questo - è scritto in una nota - l’esito del primo report interno di valutazione dell’iniziativa “SOS Pronto intervento per il Mare 2013”, operativa a seguito di un accordo siglato tra l'assessorato all’Ambiente della Regione, la Direzione marittima regionale e l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal)». 

Secondo quanto illustrato dai responsabili dell'Arpacal «su gran parte della costa calabrese le criticità evidenziate dai cittadini, nella maggior parte dei casi, riguardano la presenza di rifiuti a mare e schiuma, percepita come inquinamento causato dallo sversamento in mare di acque reflue non depurate, ma spesso risultanti quali mucillagine o proliferazione algale di specie non tossiche non associate alla presenza di coliformi ed enterococchi intestinali, e quindi non di origine fecale. A riguardo occorre precisare  - afferma Francesca Pedullà, responsabile scientifico dell’iniziativa - che già lo scorso anno, dagli interventi effettuati nella campagna SOS Mare 2012, è emerso che lo specchio acqueo antistante molti comuni costieri è stato interessato dal fenomeno dell’insorgere periodico di schiume dense e persistenti lungo la fascia costiera sia ionica che tirrenica. Il fenomeno delle mucillagini è la manifestazione di un complesso meccanismo biologico e fisico influenzato da molti fattori. Primi fra tutti la circolazione delle acque, l’intensità dei venti, la geomorfologia della linea di costa, l’incremento dei nutrienti nel periodo estivo e la presenza di fonti di impatto antropiche e da apporti fluviali. Il meccanismo fisico che determina la formazione delle schiume è infatti influenzato da una particolare circolazione delle acque che in associazione a venti di modesta intensità e alla temperatura stagionale, permette al plancton naturale di risalire in superficie per concentrarsi in aggregati schiumosi, anche molto estesi, dovuti all’attività metabolica naturale dello stesso fitoplancton. Le analisi microbiologiche sulle schiume che hanno effettuato i laboratori Arpacal - conclude la Pedullà - non hanno evidenziato contaminazione fecale. L’analisi microscopica in alcuni casi ha rilevato presenza di fioritura algale come nello specchio acqueo antistante il comune di San Ferdinando, interessato dalla presenza della microalga 'Gymnodinium spp', referto confermato anche dagli esperti del Centro di Ricerche Marine di Cesenatico. Si tratta di cloroficee che non appartengono alle specie produttori di tossine pericolose per la salute umana, ma a causa della degradazione cellulare determinano la formazione di schiume».

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