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Parte lo Joggi Avant Folk
con il suo live adrenalinico

Calabria

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SANTA CATERINA ALBANESE – È ufficialmente partito ieri sera, con i Plasma e i Victorzeta la sedicesima edizione dello Joggi Avant Folk, il festival di musica popolare di avanguardia che da anni, senza il contributo di fondo pubblici ma con il solo impegno dei ragazzi dell’omonima associazione, si svolge nell’affascinante borgo di Joggi, piccola frazione del Comune di Santa Caterina Albanese, in provincia di Cosenza. Sul palco che è stato anche dei YoYomundi, di Tonino Carotone con gli Arpioni, dei Bisca, di Capone Bungt&Bangt, di Marzouck Mejri, dei Bauls of Bengal dal sud dell’India, di Massimo Ferrante, della Spasulati Band, e di Brunori Sas, ieri sera hanno incendiato la piazza prima i Plasma e poi i Victorzeta E I Fiori Blu'. SciRock” band propongono canzoni che sono frutto di un’alchimia tra il rock e la tradizione ritmica e melodica mediterranea e africana, i Plasma sono una band composta da Peppe Laganà (chitarre, voce e autore delle canzoni), Luigi Giordano (basso e autore), Daniele De Santis (batteria), Andrea Tiddi (percussioni africane), Teo De Bonis (chitarre). Suonano in tutta Italia da circa due anni proponendo le loro canzoni che sono frutto di un’alchimia tra il rock e la tradizione ritmica e melodica mediterranea e africana. I testi delle canzoni, scritti in Italiano, raccontano storie semplici, personaggi grotteschi, luoghi di una quotidianità mitica. Nelle loro composizioni, ad esempio, il vicino di casa può divenire il Re di un regno ancora da conquistare e il lavoratore precario del call center può essere l’eroe di un’epica quotidiana che accomuna molti trentenni di oggi. Il progetto “Plasma” partì da una novena natalizia. Un Natale di un sufficiente numero di anni fa! E’ tuttavia nel 2008 che il gruppo ha ripreso a suonare insieme, completando un repertorio di pezzi originali. Folkrock band che si avvale del supporto di numerosi musicisti partenopei, invece, i Victorzeta. Si tratta di un progetto cantautoriale che fotografa una realtà opaca, che si stacca dal suo alveo per intingersi in un disagio parzialmente riconoscibile, creando una realtà a volte alternativa quanto necessaria. Questa sera tocca, invece ai Figli Di Madre Ignota, band di Milano che suona un mix aggressivo di musica balcanica, polke indemoniate, klezmer inventati dal nulla, swing incattiviti, tarantelle mozzafiato, con chitarre elettriche surf e una sezione fiati generosa: in due parole, Spaghetti Balkan! Se riuscite ad immaginare una banda di ottoni balcanica che suona con un gruppo rock con chitarre surf, siete vicini a quello che succede nei loro show. Domani, terza e ultima serata del Jaf 013, saranno di scena i più noti Nobraino. Conosciuti per i live adrenalinici e fuori dagli schemi, i Nobraino sommano a una sana dose di fisicità che il palcoscenico fa fatica a contenere, un’uguale quantità di cinico rock d’autore. Deformazioni sarcastiche inscatolate in una sghemba lirica contemporanea sono il loro marchio di fabbrica. Con l’uscita di “No Usa! No UK!” nell’aprile del 2010, grazie anche a un fitto passaparola e ai tanti concerti, i quattro si sono guadagnati il titolo di band rivelazione del panorama indipendente italiano. La band, un classico quartetto rock, ha da quest’anno promosso il proprio trombettista turnista al grado di “Aspirante Nobraino”. Quest’ultimo infatti, dopo diversi mesi di collaborazione, ha espresso il desiderio di entrare a far parte del gruppo il quale, approvata la richiesta ha avviato l’iter che nel giro di qualche anno dovrebbe portare il trombettista a diventare un Nobraino a tutti gli effetti.

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