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Bruciata l'auto anche al vicecapo dei vigili urbani
E a Isola Capo Rizzuto ora è polemica sulla sicurezza

Calabria

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Una cittadinanza quella di Isola che sta dando prova di grande coraggio e volontà nel voler imprimere fortemente, soprattutto nelle nuove generazioni, il germoglio della cultura, del rispetto verso il prossimo, del senso civico, dell’onestà e della laboriosità. Eppure, ancora e nuovamente un gesto di inciviltà, una condotta vigliacca ad opera di quei pochi individui, soggetti abietti ed ormai ai margini di una società civile, in un paese come questo che invece ha dichiaratamente scelto di andare in una direzione “ostinata e contraria”.
 
Stona il gesto vile e vigliacco, stona l’ennesimo incendio appiccato, questa volta, all’autovettura di proprietà di uno scrupoloso vice Comandante della Polizia Municipale Giuseppe Pirrò che, nel compiere quotidianamente il proprio dovere, ha evidentemente urtato la suscettibilità di qualche losco individuo che ha pensato così di vendicarsi nottetempo e furtivamente di arrecare un vigliacco danno al pubblico ufficiale.
Non vi sono molti dubbi sulla matrice dolosa dell’evento, anche se le indagini sono in corso e ci si augura che le forze dell’ordine riescano a risalire all’autore o agli autori del gesto.
Resta l’amara ferita, resta il sentirsi colpiti tutti a giro in questo ultimo periodo, Sindaco, Amministratori, Consiglieri e dipendenti comunali, cittadini di Isola Capo Rizzuto che vivono una stagione di rinnovato spirito di senso civico.
Oggi, invece, siamo costretti ancora una volta, e nuovamente, ad assistere, indignati, all’ennesimo tentativo di battuta d’arresto di questo cammino di crescita ormai intrapreso ed ormai irrefrenabile.
Fa male, e fa male in particolare a chi, come noi, questi gesti si è  trovato a doverli subire in prima persona da quando questo nuovo percorso di rinnovata democrazia ha preso avvio. Sono tante già le opere di buon governo che hanno preso piede con questa nuova amministrazione, ma ancor di più sono le scelte di legalità operate in questa direzione (rifiuti, abbattimento manufatti abusivi sulle spiagge, ripristino del senso civico, controlli su occupazioni suoli abusivi da parte di strutture ricettive e commercianti, accessi per disabili nelle località  marine).
Fa ancora più rabbia che, chi ha subito questo ultimo deprecabile gesto, sia un fautore dell’ordine pubblico e quindi interprete vero e reale dell’azione amministrativa messa in campo da questo governo locale.
E’  questa l’ennesima dimostrazione che ancora vi sono persone, all’interno di questo paese, che remano contro questo senso di civiltà crescente che coinvolge, con l’entusiasmo di un bambino, l’intera collettività, o almeno la maggior parte di questi onesti cittadini; e ad Isola ce ne sono davvero tanti, quasi 17.000 ormai … oltre a qualche decina di delinquenti che non meritano neppure la commiserazione del loro triste essere.
Confidiamo sempre di più nel futuro, convinti come siamo che la strada intrapresa sia quella giusta ma altrettanto fermi nel condannare questi gesti e queste persone che devono ormai capire che costituiscono una esigua minoranza, e che invitiamo altrettanto fermamente ad “adeguarsi”  o ad “abdicare”.
Alla luce dei tanti eventi delittuosi successi, attentati subiti dagli amministratori, danni ai beni della collettività, attentati subiti da dipendenti comunali, non ultimo al vice comandante dei vigili urbani Giuseppe Pirrò, ci saremmo augurati da parte delle autorità preposte la non soppressione della Brigata della Guardia di Finanza prima, e la messa della parola “fine” a questa famosa Tenenza dei Carabinieri che al decimo anno di annuncio ancora non ha preso piede. A nulla sono serviti convocazioni di consigli comunali, nonché le vibranti proteste di questa amministrazione, non ci resta che chiedere direttamente al ministro dell’Interno Angelino Alfano, alla luce del silenzio assordante delle istituzioni preposte, se Isola di Capo Rizzuto va ancora considerato territorio facente parte della nazione Italia.

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) - Ancora un'auto che brucia, ancora un'intimidazione a Isola Capo Rizzuto. Il paese della provincia di Crotone che di recente è andato al voto in un clima arroventato da pressioni criminali, registra ora il rogo della vettura del vicecapo della polizia municipale, Giuseppe Pirrò. L'Alfa Romeo è stata completamente distrutta dalle fiamme che secondo i primi riscontri avrebbero avuto natura dolosa. 

UNA SCIA DI VIOLENZA - Nel giugno scorso a finire bruciata era stata la Lancia "Musa" del presidente del Consiglio comunale di Isola Capo Rizzuto Antonio Frustaglia, 30 anni, eletto nella lista dell’Udc alle amministrative di maggio.L'auto era parcheggiata di fronte all’abitazione dei genitori, nel centro di Isola Capo Rizzuto. Poco prima, altri attentati ai danni di esponenti politici di Isola Capo Rizzuto. Durante la campagna elettorale era stata incendiata l’autovettura del candidato Pdl Gianluca Bruno, poi eletto sindaco, e le abitazioni al mare del consigliere comunale Carmine Timpa e del consigliere provinciale Raffaele Martino. Subito dopo il voto è stata data alle fiamme la casa di vacanza della famiglia dell’ex sindaco Carolina Girasole. 

POLEMICA SULLA SICUREZZA - «Siamo costretti ancora una volta, e nuovamente, ad assistere, indignati, all’ennesimo tentativo di battuta d’arresto di questo cammino di crescita ormai intrapreso ed ormai irrefrenabile», sottolinea in una nota l'amministrazione comunale, che cotesta anche la recente riorganizzazione avvenuta nei presidi delle forze dell'ordine: «Alla luce dei tanti eventi delittuosi successi, attentati subiti dagli amministratori, danni ai beni della collettività, attentati subiti da dipendenti comunali, ci saremmo augurati da parte delle autorità preposte la non soppressione della Brigata della Guardia di Finanza prima, e la messa della parola “fine” a questa famosa Tenenza dei Carabinieri che al decimo anno di annuncio ancora non ha preso piede. A nulla sono serviti convocazioni di consigli comunali, nonché le vibranti proteste di questa amministrazione, non ci resta che chiedere direttamente al ministro dell’Interno Angelino Alfano, alla luce del silenzio assordante delle istituzioni preposte, se Isola di Capo Rizzuto va ancora considerato territorio facente parte della nazione Italia».

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