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Conserve alimentari in azienda abusiva di Lamezia
Sequestrati stabile e 36mila chili di ortaggi

Calabria

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LAMEZIA TERME - I carabinieri ed il personale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro hanno sequestrato a Lamezia Terme un’attività abusiva per la produzione di conserve vegetali sottolio e sottaceto. Durante l'operazione sono stati sequestrati oltre 36 mila chili di conserve di peperoni, melanzane e olive. La struttura dove avveniva la lavorazione era in precarie condizioni igienico-sanitarie. Il titolare dell’attività è stato denunciato.

Il servizio rientra nell'ambito delle direttive del direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Gerardo Mancuso, il quale ha deciso recentemente il potenziamento dei servizi di sicurezza alimentare e di prevenzione delle malattie trasmesse con gli alimenti. 

Il locale sede della produzione era in pessime condizioni di degrado strutturale e con evidenti segni di sporcizia su pavimenti, pareti e piani di lavoro, alcuni semilavorati, in salamoia e non, erano scaduti, alcune materie prime erano collocate all’esterno del manufatto in cattivo stato di conservazione, le lavorazioni non seguivano criteri e processi di igiene alimentare e non è stata esibita alcuna documentazione riguardante le procedure di autocontrollo e la provenienza delle materie prime ai fini della rintracciabilità. In particolare, i Tecnici della Prevenzione del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione di Lamezia Terme e i Carabinieri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 180 fusti di circa 200 kg ciascuno contenenti semilavorati di peperoni, melanzane e olive in salamoia, 11 sacchetti di pane grattugiato di circa 10 kg cadauno e scatole di olive nere provenienti da paesi esteri con etichetta in lingua straniera.

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