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Legambiente, in Calabria depurazione è un miraggio
Sono 90 i comuni sotto procedura d'infrazione

Calabria

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CATANZARO  - Intere aree non raggiunte da servizi di depurazione delle acque reflue; città che non hanno una rete fognaria o in cui il servizio di depurazione copre praticamente il 100% degli abitanti, altre in cui non si arriva al 25%. Secondo i dati Istat più recenti (2009), in Italia la copertura di un servizio di depurazione adeguato arriva al 76% circa del totale del carico inquinante prodotto, con l’82% nel Nord, il 79% al Centro e il 66% circa al Sud e Isole. La maglia nera della depurazione va a Sicilia (47,3%), Calabria (49,9%), Marche (52,5%), Abruzzo (53,8%) e Puglia che supera di poco il 60% della copertura.  

Al 2011 risultavano ancora 134 comuni (di cui 90 solo in Sicilia) senza depuratore, sul totale dei 168 comuni italiani ritenuti dalla Commissione Europea in violazione della direttiva sulla depurazione. Secondo i dati del Blue Book 2009 di Anea e Utilitatis, 9 milioni di abitanti (il 15% del totale) non sono serviti dalla rete fognaria e il 70% circa della rete fognaria nazionale è di tipologia mista: raccoglie insieme scarichi civili (acque nere e grigie) e acque meteoriche (acque bianche).
L'EMERGENZA CALABRIA. In Calabria sono 18 gli agglomerati, che comprendono circa 90 comuni della regione, sotto procedura di infrazione dell’Unione Europea perchè non hanno adeguati sistemi fognari, non garantiscono un efficace sistema di depurazione o non tengono in considerazioine il dimensionamento degli impianti e delle variazioni di carico legate ai flussi turistici, soprattutto nei mesi estivi. Lo rileva il rapporto 'Depurazione in Calabria: Tempo (quasi) scaduto" realizzato da Legambiente, Cittadinanzattiva e Unione nazionale dei consumatori. Secondo l’ultimo censimento Istat sullo stato del servizio a livello nazionale, in Calabria la provincia che ha la copertura peggiore del servizio di depurazione è Vibo Valentia con solo il 40,9% di abitanti serviti da un sistema di depurazione di tipo secondario o terziario; segue Cosenza con il 44,3% e Reggio Calabria con il 48,2%. Nel 2012 l’Arpacal ha eseguito 316 controlli su 126 depuratori su un totale di oltre 700 impianti presenti in tutta la regione. In provincia di Reggio Calabria nel 2012 su 65 controlli eseguiti (31 depuratori di 25 comuni) solo il 28% è risultato conforme. 
Critico anche il quadro della depurazione calabrese che emerge dalla 'Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Calabria' della Commissione parlamentare di inchiesta, approvata nel maggio 2011 e che denuncia la grave situazione in cui versano gli impianti, dai depuratori di Gioia Tauro e di Lamezia Terme alle fiumare calabre in cui i Noe hanno riscontrato diversi scarichi abusivi, e l’inquinamento del litorale tirrenico. Come se non bastasse, nel vibonese è emerso il mancato allaccio ai depuratori. Tutto questo nonostante la Regione Calabria si stata commissariata dal 1998 al 2008 per l’emergenza ambientale.

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