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Incidenti prima della partita Trebisacce-Rossano
Individuati responsabili, oltre dieci arresti

Calabria

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TREBISACCE (Cosenza) - I carabinieri della compagnia di Corigliano, coadiuvati da militari del comando provinciale di Cosenza, hanno arrestato dieci persone ritenute responsabili dei disordini avvenuti tra tifoserie lo scorso 25 agosto, presso lo stadio comunale di Trebisacce, durante l’incontro di calcio valido per la coppa Italia dilettanti tra la squadra locale e quella del Rossano. Raccoglievano elementi a carico degli indiziati, accusati a vario titolo di minacce e resistenza a pubblico ufficiale, estorsione, lesioni e lancio di oggetti all’interno dell’impianto sportivo, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato differita Vittorio La pietra, 25 anni di Rossano, Antonio Zangaro, 40 anni; Gerardo Campana, 18 anni; Gen Rerence Diaco, 25 anni; Andrea Leotta, 34 anni; Tommaso Salone, 42 anni; Francesco Saverio Scigliano, 23 anni; Angelo Salvatore Sisca, 48 anni. Tutti di Rossano e tutti identificati e rintracciati a seguito dell’analisi delle videoriprese effettuate nel corso dell’incontro. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fermati avevano spintonato i carabinieri di servizio di ordine pubblico per entrare nel settore ospiti del campo sportivo, senza pagare il biglietto e scagliando una transenna contro un addetto alla biglietteria – ferito con una prognosi di sette giorni - e lanciando sassi e transenne contro i tifosi locali. Sono stati deferiti, in stato di libertà per aver commesso a vario titolo i medesimi reati, anche N. M., 25 anni di Trebisacce; M. P. C. diciassettenne di Rossano. Successive perquisizioni domiciliari nelle dimore degli arrestati hanno consentito anche di denunciare, in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: due donne, mogli di due degli arrestati: S.G., quarantasettenne di Rossano, trovata in possesso di tre piante di cannabis e una dose confezionata di hashish del peso complessivo di circa 0.6 grammi; e M. P., , presso la cui abitazione venivano rinvenute due piante di cannabis indica dell’altezza di circa un metro e mezzo e numerosi semi di marijuana.

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