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Il Jazz per scoprire l'identità perduta
Tra purezza e contaminazioni mediterranee

Calabria

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LAMEZIA TERME – Prendi un luogo trasudante storia, custode dell’identità smarrita di un’intera città, e fallo sposare con la dissonante armonia del jazz. Poi prendi gli schemi atipici del jazz e macchiali di armonie etniche, di sonorità mediterranee, di nuove sperimentazioni strumentali. Arricchisci il tutto con visite guidate, degustazioni enogastronomiche e installazioni artistiche. Ed ecco ottenere una manifestazione innovativa destinata a diventare un classico tra gli appuntamenti musicali calabresi. È tutto pronto per la terza edizione del Jazz Loci – Mediterranean Jazz Festival, evento musicale di punta della lunga estate di Lamezia Terme. Promosso dall’Amministrazione Comunale e organizzato dall’Associazione Musicale Bequadro in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale “… di Cielo e di Botteghe“, e con la direzione artistica di Egidio Ventura, il festival prenderà il via venerdì 6 settembre e per tre giorni condurrà gli spettatori in un affascinante viaggio nello spirito mediterraneo dell’espressione jazzistica, nel tentativo di evocare il genius loci dei luoghi interessati e intrisi dei più nobili legami tra l’uomo e la terra, tipico di una società contadina. Teatro della rassegna, infatti, due luoghi storici del città lametina: l’Atrio Giuseppe Verdi, simbolo di un centro storico, quello di Sambiase, tutto da scoprire, e il Cortile “F. Bevilacqua” dell’edificio Magg. Perri di Nicastro. La musica, come ogni anno, si concentra sul panorama artistico calabrese, indubbiamente contraddistinto da forti influenze mediterranee, tanto da farne un genere emergente nel panorama jazzistico internazionale. Si parte venerdì (ore 20.30 presso l’Atrio Verdi) con l’etno-jazz dei Na’Im. Costituito da Raffaele Rizza ai Sassofoni, Alex Cimino a Voce & Cello, Giovanni De Sossi al Basso, Nando Brusco a Voce, Tamorre e Cajon, Enzo Ziparo alle Chitarre, il gruppo nasce dall'incontro di culture musicali diverse: la linearità melodica della musica etnica e l’espressività del jazz, dando vita a un dialogo fra gli elementi musicali della musica popolare calabrese e quelli del jazz nelle sue sfumature improvvisative. Il 7 settembre, in co-produzione con Lamezia Summertime “Cinema e Cinema”, sarà il giorno dedicato al grande sassofonista Massimo Urbani, nel ventennale della sua scomparsa. Presso il Cortile Bevilacqua di Nicastro verrà proiettato il documento storico “Nella Fabbrica Abbandonata”, di Paolo Colangeli, un toccante documentario girato in una fabbrica dismessa, in cui i protagonisti assoluti sono Massimo Urbani e il suo sax. A seguire “A night for Max”, ovvero il concerto degli “Animali Urbani 4tet” guidati dal sassofono del fratello di Massimo, Maurizio, e accompagnato da Vince Lucarelli al pianoforte, Daniele Basirico al basso e Andy Bartolucci alla batteria. Domenica 8 settembre di nuovo all’Atrio Verdi per il gran finale. Apre la serata lo spettacolo di world music Garritano@La Neve Project (Massimo Garritano alle chitarre e Alberto La Neve ai sassofoni) reso possibile dalla joint-venture con il Peperoncino Jazz Festival, partner affermato di Jazz Loci. A seguire, The Jungle Tribe, con il ritorno del funambolico pianista Enzo Mirabello e il bravissimo Massimo Russo alle percussioni.Contorno delle serate, alcune proposte artistiche in tema e l’arte gastronomica dei fratelli Cimorelli. Nelle giornate del 6 edell’8, infine, previste delle visite guidate al centro storico di Sambiase per esplorare i tradizionali “Vagli”, quei cortili risalenti tra il 1600 e il 1800 rimessi a nuovo negli scorsi anni dal Comune. Tutti pronti, dunque, alla ri-scoperta dei luoghi e delle identità perdute, dell’essenza dell’intero Sud. Perché, come scrisse il poeta ermetico lametino Franco Costabile, “Triste sarebbe, se la rondine un giorno non svoltasse di qui”.

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