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Minacce procuratore Spagnuolo, chiesto giudizio
per boss emergente di Vibo e un suo affiliato

Calabria

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VIBO VALENTIA - Il sostituto procuratore antimafia, Vincenzo Montemurro, ha chiesto il rinvio a giudizio del boss emergente di Vibo Valentia, Andrea Mantella, e un suo presunto affiliato, Domenico Macrì, per le minacce rivolte al procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo. L'udienza preliminare è stata fissata per il 9 ottobre, alle 9,30, davanti al gup di Salerno, Elisabetta Boccassini. I due sono accusati dalla Procura di Salerno, competente per territorio nei casi in cui sono coinvolti magistrati, delle minacce aggravate rivolte al procuratore Spagnuolo. Macrì, in particolare, sarebbe l'esecutore materiale, su mandato di Mantella, di un murales realizzato a Vibo Valentia con la scritta "Spagnuolo vattene o morirai". 

Per entrambi è contestata l'aggravante di avere commesso il fatto per agevolare la cosca di appartenenza. LLe minacce sarebbero scaturite dalle continue operazioni patrimoniali contro la cosca, dirette da procuratore Spagnuolo. Le fonti di prova delle indagini sono legate alle intercettazioni ambientali a casa del boss di Bovalino, Giuseppe Pelle, figlio dello storico boss di San Luca, Antonio, e alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Samuele Lo Vato di Cassano allo Jonio. 

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