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A Corigliano chiude la sede
dell'Agenzia delle entrate

Calabria

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CORIGLIANO (CS) - Corigliano perde un nuovo ufficio: la sezione distaccata dell’agenzia delle entrate di via Provinciale. Il provvedimento avrà efficacia dal prossimo 30 maggio, quando le quattro unità operative attualmente in organico presso la postazione del centro ausonico saranno trasferite in quota al personale dell’Agenzia di Rossano, nuovo riferimento per l’utenza coriglianese. Un duro colpo inferto contro una città, per estensione e dimensione demografica seconda solo a Cosenza, abituata oramai a subire scippi e soppressioni. Il dispositivo rientra nell’ambito del piano di razionalizzazione posto in essere dal ministero delle finanze in materia di personale e di sedi logistiche. L’obiettivo è accorpare per ridurre le spese e migliorare le prestazioni.
Dopo il processo di razionalizzazione patito ai danni del presidio ospedaliero “Guido Compagna” e l’attuale ipotesi di soppressione del Giudice di Pace, sulla città incombe una nuova tegola. Ma è oramai l’intero territorio declassato e demansionato nella sua interezza. E’ l’area urbana “Corigliano- Rossano” presa di mira da chissà quale logica perversa. Un’area di circa 80 mila abitanti, la quarta città della Calabria, martoriata dai vari governi che si sono succeduti nel tempo. E non fa differenza il colore politico. S’inizia con la soppressione delle sedi amministrative Enel e Telecom, si prosegue con il declassamento dell’Inps, dell’Inail, e delle Poste, si persevera con il depotenziamento degli ospedali e lo smantellamento della ex Asl n°3, si chiudono le stazioni ferroviarie. E ciliegina sulla torta: si sopprime il tribunale di Rossano. E, non sono da escludere, ulteriori colpi di scena, come il trasferimento del commissariato di pubblica sicurezza di Rossano ad altra sede ( il personale di polizia giudiziaria già in dotazione al personale di Castrovillari), e la soppressione finanche della famosa diocesi Rossano- Cariati che verrebbe accorpata a Cassano.
A tal riguardo si attende la nomina del nuovo vescovo dopo la prestigiosa investitura di Ordinario Militare italiano ricevuta nell’ottobre scorso da Santo Marcianò. Il dubbio cresce se non altro perché il periodo di vacatio si sta prolungando, a differenza di altre sedi (Cassano e Locri) dove le nomine sono già state effettuate in tempi decidamente brevi. Alla luce di quanto sta accadendo, si rende sempre più necessaria un’azione di mobilitazione sinergica promossa dalle città, ancora distanti da un processo di fusione, ma vicine su progetti di politica comune. Da questo punto di vista, è attesa una ripresa delle attività del comitato che promuove il progetto di unificazione “Corigliano- Rossano” in considerazione di quanto si continua a consumare in danno del territorio. La volontà di sposare il progetto di città unica è stata accolta dai sindaci Giuseppe Geraci e Giuseppe Antoniotti, ma sul piano operativo poco o nulla si muove. L’auspicio è che si necessità di possa far virtù.

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