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Morte Bergamini, i tifosi chiedono la riapertura del caso

Calabria

Con un corteo di alcune centinaia di persone, i tifosi del Cosenza Calcio hanno messo in atto una manifestazione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica per chiedere la riapertura delle indagini

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Qualche centinaio di persone, soprattutto tifosi e simpatizzanti del Cosenza Calcio, hanno partecipato questa mattina a Cosenza alla manifestazione che ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica e la magistratura per la riapertura dell’inchiesta sulla morte di Donato «Denis» Bergamini, centrocampista che ha militato nella squadra della città bruzia fino alla sua morte, avvenuta per un presunto suicidio il 18 novembre del 1989, lungo la Strada Statale 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico.

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Il calciatore, secondo l’inchiesta dell’epoca, si sarebbe lanciato tra le ruote di un pesante camion in transito. Alcune rivelazioni recenti farebbero però propendere per ipotesi diverse. Il giovane, che aveva 27 anni, potrebbe essere stato vittima di un omicidio passionale. Secondo alcune testimonianze, la sera dell’incidente Denis sarebbe stato prelevato al cinema da due persone, rimaste al momento sconosciute. Alla manifestazione di oggi erano presenti anche il padre, la sorella e una cugina di Bergamini, oltre a diversi rappresentati del mondo sportivo locale e della sua città, Ferrara. «Ci sono fatti nuovi, che non combaciano con quanto detto allora dalla Procura di Castrovillari», ha detto Domizio Bergamini, padre del calciatore. «Hanno detto che un camion che andava a 35 all’ora, secondo il tachigrafo, ha fatto una frenata di 64 metri.

E il corpo di mio figlio era integro, dopo che un camion gli era passato sopra. Tutte cose che non convingono. I nostri legali lavorano anche di notte, per studiare tutte le carte». «Sono sicurissimo che l’hanno ucciso», ha concluso il padre di Denis Bergamini. «Oggi abbiamo una speranza in più che si possa arrivare alla risoluzione di questa vicenda», ha detto invece Donata Bergamini, la sorella del calciatore scomparso.

«Per fortuna, oltre agli avvocati, abbiamo anche le istituzioni che collaborano con noi, le forze politiche, e anche le forze dell’ordine, quelle sane. E ci sono nuove testimonianze». La manifestazione si è potuta organizzare grazie ai diversi gruppi di sostenitori che sono nati su Facebook, uno dei quali vede anche la partecipazione di un nipote di Denis Bergamini, che porta il suo stesso nome. Dopo il corteo, che si è fermato anche sulle scale del Tribunale di Cosenza, si è tenuto un incontro con i tifosi nello stadio. Qui sono state diverse le attestazioni di stima e di affetto verso la figura del calciatore scomparso.

«Questi ragazzi hanno smosso la nostra speranza e oggi hanno fatto vedere che non hanno paura», ha detto ancora la sorella di Denis, parlando degli ultrà cosentini. «Racconterò anche a mia madre che oggi Denis ha finalmente l’aiuto della città di Cosenza», ha aggiunto Donata Bergamini.

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