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Il legale della famiglia del giocatore

«La riapertura del caso è un miracolo»

Calabria
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COSENZA - «Che miracolo è stato! L’unica cosa che voglio dire è che un caso archiviato come suicidio nel lontano 1992 dopo vent'anni è stato riaperto, dopo un lavoro che abbiamo fatto con la famiglia Bergamini di un anno e mezzo, con l’ipotesi di omicidio volontario». Il legale della famiglia Bergamini, Eugenio Gallerani, commenta così gli sviluppi dell’ inchiesta sulla morte di Denis Bergamini, calciatore del Cosenza morto nel 1989 in circostanze mai chiarite e che ora stanno emergendo, dalla nuova inchiesta, dopo 24 anni. Inchiesta voluta da Gallerani e famiglia Bergamini, «che abbiamo sollecitato - spiega l’avvocato – portando alla procura di Castrovillari nuovi elementi d’indagine che mettevano in luce che quelle precedenti erano farraginose e malfatte: la procura ha ritenuto valide le nostre indicazioni ed è un riconoscimento del lavoro svolto». 

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«L'inchiesta è a carico di ignoti – ricorda Gallerani sul fatto che si deve individuare chi avrebbe ucciso Denis – lo è ancora per omicidio volontario, ma dopo due anni di indagini con una prima indagata (l'ex fidanzata Isabella Internò, ndr) abbiamo visto un ribaltamento della storia giudiziaria. Soddisfazione? Di soddisfazione non si può parlare per la morte di un ragazzo di 27 anni cui è stata strappata la vita nel momento più bello e importante». Denis Bergamini era un punto di riferimento del Cosenza in serie B e nel 1989 era stato richiesto dal Parma e dal suo ex allenatore Bruno Giorgi nella Fiorentina: «Avrebbe dovuto giocare con Baggio – ricorda l’avvocato – Se fosse andato a Firenze o anche a Parma sarebbe diventato un importante giocatore di serie A, invece...». Invece morì e fu trovato cadavere sulla statale Jonica, si disse allora perchè suicida contro un camion. Con lui quel giorno c'era Isabella Internò, oggi indagata in concorso per omicidio volontario. Lo scenario che si apre ora? Il legale non risponde per rispetto di un’indagine seria e meticolosa della Procura di Castrovillari, ma è riconducibile ad una morte legata a motivi sentimentali, a situazioni violente innescate dal rapporto con la Internò.

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