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Troppe relazioni sospette per andare in Antimafia

Caridi rinuncia alla Commissione e il M5S esulta

Calabria
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REGGIO CALABRIA – Antonio Caridi, senatore reggino del Pdl, ha scelto di non fare parte della commissione parlamentare sulla mafia. L'ex assessore regionale della giunta Scopelliti ha rimesso nelle mani del suo capogruppo Renato Schifani la nomina ricevuta solo la scorsa settimana. «Ho fatto questa scelta – ha detto Antonio Caridi – per evitare speculazioni politiche sulla mia persona che non servono alla Calabria e che potrebbero mettere a rischio il lavoro sin qui compiuto al Senato. Sul mio conto si sono accese solo sterili polemiche». 

La rinuncia di Antonio Caridi, di dimissioni non si può propriamente parlare alla luce del fatto che la commissione ad oggi non è stata ancora composta, era stata sollecitata dalla deputata calabrese del Movimento cinque stelle Dalila Nesci. La quale aveva messo in evidenza la “assoluta inopportunità” che Caridi entrasse nella commissione. La deputata aveva sottolineato il sostegno elettorale di una cosca della 'ndrangheta al politico, secondo una relazione della Dda di Genova, confortata da un’indagine della Dia del capoluogo ligure. La decisione del senatore pidiellino è stata saluta con soddisfazione dalla deputata del Movimento cinque stelle: «E' una buona notizia che il senatore del Pdl Antonio Caridi abbia rinunciato a far parte della commissione parlamentare Antimafia», ha detto la deputata che in aula aveva sottolineato il sostegno elettorale di una cosca della 'ndrangheta al politico, secondo una relazione della Dda di Genova, confortata da un’indagine della Dia del capoluogo ligure. 

«Abbiamo vigilato in parlamento, impedendo che nella commissione Antimafia ci fosse un membro in rapporti documentati con la 'ndrangheta - incalza la parlamentare - a prescindere da iscrizioni nel registro degli indagati o da condanne penali. Abbiamo portato avanti un’azione comune, con i portavoce calabresi Federica Dieni e Paolo Parentela, insieme ai nostri deputati in Antimafia Fabiana Dadone, Francesco D’Uva, Riccardo Nuti e Giulia Sarti». Per "sollecitare la coscienza del parlamento", nel suo discorso Nesci aveva rivolto un appello ai presidenti di Camera e Senato, al ministro dell’Interno e alla deputata del Pdl Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino, ucciso dalla 'ndrangheta. 

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