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Crotone, assolti i fratelli Vrenna e l'ex procuratore Tricoli

Erano accusati di intestazione fittizia di beni aggravata

Calabria
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Nella foto: 
Raffaele Vrenna
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CROTONE - Assolti in primo grado con rito abbreviato i fratelli Gianni e Raffaele Vrenna dall'accusa di intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa per la vicenda del Trust.

Procedimento nell'ambito del quale erano imputati insieme all'ex Procuratore della Repubblica di Crotone Franco Tricoli.

Tutti e tre assolti perché il fatto non costituisce reato come da dispositivo letto dal giudice del Tribunale di Catanzaro Pietro Caré.

I fratelli Vrenna, noti imprenditori del settore rifiuti e proprietari del Football Club Crotone, erano accusati in concorso insieme a Tricoli di aver effettuato operazioni societarie e commerciali per trasferire fittiziamente beni per un valore di 5 milioni di euro al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale ai tempi del processo "Puma", in cui fu coinvolto Raffaele Vrenna, uscendone assolto.

L'accusa aveva chiesto due anni e sei mesi per i fratelli Vrenna e un anno e otto mesi per Tricoli.

«Finisce con un'assoluzione il secondo ed ultimo capitolo di una vicenda processuale – ha dichiarato il legale del collegio difensivo, l'avvocato Francesco Verri – nella quale la vita e le aziende dei fratelli Vrenna sono state passate al setaccio da otto giudici, tutti concordi nel ritenerli estranei a ogni reato e completamente innocenti».

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