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Cani randagi all'Unical, paura per le aggressioni

subite nell'area dell'Ateneo: fenomeno in aumento

Calabria
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Un'area dell'Unical
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RENDE (COSENZA) - “Non stuzzicare il cane che dorme” mai un detto fu più giusto. Ma se i cani diventano dieci ed in branco si muovono in un ateneo popolato, spesso aggredendo gli studenti che passeggiano ignari, ecco che le cose si complicano. È quanto sta accadendo da un po' di tempo all’Università della Calabria.

Negli ultimi mesi infatti, sono state numerose le aggressioni a studenti all’interno del campus, qualcuna conclusa con un grosso spavento, qualche altra invece con una visita al pronto soccorso. Proprio i soggetti con referti alla mano si sono rivolti alle autorità più di una volta, senza ricevere alcuna risposta e per questo minacciano di procedere per vie legali. La situazione infatti è rimasta invariata, i branchi continuano a circolare liberamente nell’ateneo e gli episodi di aggressioni si moltiplicano.

Il Rettore Gino Mirocle Crisci ha più volte sollecitato l’Asp ed il comune di Rende. Ed anche il sindaco Marcello Manna, a quanto pare, ha spesso richiesto l’intervento dell’Asp, l’unica che ha le competenze per vaccinare, microchippare e salvaguardare i randagi che si aggirano nell’Unical. Il problema poi non è circoscritto solo alla città universitaria ma episodi spiacevoli si sono verificati anche nei dintorni di Arcavacata e Quattromiglia.

Bisogna dunque risolvere la situazione ed anche in fretta. Entrano così in campo due studenti universitari: Cristofaro Russo e Ferdinando Cimino, il primo presidente dell’associazione “Unica”, il secondo presidente dell’associazione “s.o.g.n.o.”, rappresentante in seno al Consiglio degli Studenti e consigliere del Dipartimento di Studi Umanistici. La proposta è quella di realizzare un’Oasi Canina all'interno del campus, al fine di ovviare al problema del randagismo all’Unical e dintorni ed offrire riparo agli amici pelosi che ne hanno bisogno. La proposta è stata presentata in cds già lo scorso nove marzo e protocollata poi ed indirizzata al Consiglio d’Amministrazione il venticinque maggio.

Il progetto che propongono è quello di un rifugio per i randagi da realizzare in un terreno inutilizzato o in decadimento all’interno del campus. I finanziamenti potranno pervenire dall’Unical stessa e poi dal Comune di Rende, dalla Provincia o dalla Regione. Ma l’idea è quella di coinvolgere anche i numerosi cinofili presenti sulla zona, auspicando nelle loro sovvenzioni. Da tempo infatti, in molti hanno espresso il desiderio di realizzare un’oasi canina e per questo si pensa anche alla gestione a costo zero, da parte di gruppo di volontari, sempre più numerosi nell’ateneo. 

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