Salta al contenuto principale

La catena di solidarietà per aiutare il docente Unical

Oltre 400 donazioni di sangue di studenti e non solo

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il professore Giuseppe Marino
Tempo di lettura: 
2 minuti 16 secondi

COSENZA – Colpisce un adulto su un milione ogni anno la Porpora Trombocitopenica (Ptt) o Sindrome di Moschowitz. È una malattia rara del sangue che poco più di dieci giorni fa è stata diagnosticata a Giuseppe Marino, ordinario di Analisi Matematica presso il dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università della Calabria, inserito dalla Thomson Reuters tra i matematici più citati al mondo.

Il docente era in spiaggia, quando ha avvertito un malore ed è stato portato dai familiari in ospedale. Qui la diagnosi e l’avvio della terapia, che prevede cicli continui di trasfusioni. Il docente sembra rispondere bene alle cure e c’è un cauto ottimismo sulle sue condizioni.

Intorno a lui una catena di familiari, amici, colleghi e studenti che hanno fatto a gara per donare il sangue sin dalle prime ore. E da venerdì scorso – quando sulla pagina Facebook del corso di laurea in Matematica dell’Unical è stata condivisa la lettera aperta che il professor Marino ha dedicato ai suoi studenti – le donazioni di sangue sono cresciute ancora: in tre giorni circa 400.

«Io prima avevo sempre la vostra spiritualità nel mio cuore e nella mia mente – ha scritto venerdì Marino agli studenti, in una pausa dalla terapia – mentre ora ho anche un poco del vostro sangue. Ma non di uno studente o due. Di decine e decine. È una sensazione nuova che ancora non capisco pienamente. Spero di avere abbastanza futuro da comprenderla bene». Otto donatori e quattro litri di sangue al giorno, per il ricambio del plasma.

«Per i primi sette giorni i valori ematici sono stati sempre in miglioramento. Oggi (venerdì scorso, ndr) c’è riposo. Se domani i valori saranno rimasti uguali o in miglioramento, allora si potrà dire di avere superato il primo scoglio, altrimenti si tornerà indietro a fare il lavaggio ogni giorno. Nell’ipotesi buona invece si procederà un giorno sì e uno no per un altro paio di volte e poi si passerà a uno sì e due no e così via. Se dopo un mese le analisi daranno risultati buoni si potrà dire di aver superato questa prova. Naturalmente oltre alla lavatrice c’è tutto il pieno di pillole e flebo di cui non vi parlo proprio – scrive il professor Marino – È peggio dell’esame di Analisi 1, mannaggia la miseria! Vi ho voluto scrivere oggi perché se domani gli esami non dovessero essere buoni c’è il rischio che non avrei avuto più la forza di scrivervi. Comunque vadano le cose abbiamo dato tutti assieme testimonianza che vivere un momento così bello di aggregazione fra studenti e docenti è stata una cosa di uno splendore e di un piacere immenso. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene (e per questo non vi regalo gli esami, ma mi sforzo di insegnarvi a meritarli)». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?