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Crotone, confiscato il patrimonio della cosca di Petilia

La finanza acquisisce per conto dello Stato Ville e terreni

Calabria
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PETILIA POLICASTRO (CROTONE) - Un patrimonio da 350 mila euro è stato confiscato dalla Guardia di Finanza a conclusione di indagini patrimoniali, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto, Vincenzo Luberto, e dal Sostituto Procuratore Domenico Guarascio, e svolte nei confronti di Paola Ceraudo, moglie di Vincenzo Comberiati ritenuto a capo della cosca di ‘ndrangheta di Petilia Policastro.

Sfruttando la normativa di prevenzione antimafia italiana «riconosciuta - spiega la Finanza - come la più avanzata al mondo per contrastare le mafie nella loro opera di accumulazione illecita di ricchezze», i finanzieri spiegano che «le misure di prevenzione si applicano nei confronti di quei soggetti che, sulla base di elementi di fatto, si ritiene siano abitualmente dediti a traffici delittuosi, ovvero, che per la loro condotta ed il loro tenore di vita, debbano ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con in proventi di attività delittuosa».

La Finanza ha, quindi, dato esecuzione «alla misura di prevenzione patrimoniale, emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro - Sezione Misure di Prevenzione».

A tale risultato le Fiamme Gialle «sono pervenute ponendo in essere lunghe, complesse, articolate e precise indagini di polizia giudiziaria ed economico finanziaria mediante pedinamenti, osservazioni, accertamenti bancari e l’incrocio delle informazioni acquisite con i dati rilevati dalle banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza. L’esecuzione del provvedimento, da parte dei Finanzieri calabresi, ha portato alla confisca, di una lussuosa villa e 17 terreni ubicati in Petilia Policastro e Mesoraca».

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