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Modello Riace per l'accoglienza dei Migranti sotto inchiesta

Dopo l'indagine Lucano ribadisce: «Resto al mio posto»

Calabria
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Nella foto: 
Domenico (Mimmo) Lucano
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RIACE - Ci sarebbero anche degli esposti alla base dell’inchiesta che vede come indagato il sindaco di Riace, Domenico Lucano, e il presidente di Città Futura, associazione per l’accoglienza dei migranti, Fernando Antonio Capone. (LEGGI LA NOTIZIA SULL'INDAGINE).

Non solo, quindi, l’esito della relazione degli ispettori nominati dal Prefetto di Reggio Calabria con provvedimento del 15 settembre del 2016 per la verifica della gestione delle strutture di accoglienza di Riace.

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DELL'ACCOGLIENZA DOMENICO (MIMMO) LUCANO

I tre funzionari facenti parte dell’organismo interno di controllo hanno effettuato alcune visite presso il centro Sprar attivo nel Comune di Riace, successivamente all’accesso disposto dal Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. L’ispezione ha riguardato 150 posti aggiuntivi, in carico a sei associazioni, enti gestori dei progetti di accoglienza.

La visita ispettiva - è detto nelle carte - «ha fatto emergere solo un primo nucleo di irregolarità amministrative che giustificherebbero ulteriori acquisizioni per l’accertamento completo dei fatti, e ciò in quanto - scrivono sempre gli ispettori prefettizi - non si può escludere che oltre alle ipotesi di danno erariale, per mancato rispetto delle norme di contabilità e di finanza pubblica, il cui accertamento per responsabilità contabile è di competenza del Magistrato contabile, potrebbero emergere anche profili di responsabilità di altra natura di competenza del Magistrato penale».

Da parte sua Lucano afferma: «Dove, quando e come avrei commesso i reati che mi vengono contestati. Io rimango al mio posto - dichiara in tutta tranquillità Domenico Lucano - e spero di capire prima o poi cosa si nasconde dietro tutto quello che sta succedendo, a chi dà fastidio il sistema di governance applicato a Riace sull’accoglienza. Con me si devono inventare le cose, non ho nulla da nascondere o da temere. Tutto quello che viene ipotizzato nei miei confronti me lo devono dimostrare». E poi aggiunge: «È vero, mi sento un po’ confuso, ma sono certo della tranquillità interiore che ho».

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