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Calabrese ucciso a Torino, toccante lettera del figlio

«Spero di essere un grande papà come te»

Calabria
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Didascalia Foto: 
La famiglia Gugliotta prima dell'omicidio
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal maggio 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

FRANCAVILLA ANGITOLA (VIBO VALENTIA) - Il papà gliel’hanno portato via per sempre con una coltellata alla gola. E perdere un riferimento di tale portata quando vivi la spensieratezza della giovinezza significa che la vita è ancor più dura di quella che hai trascorso finora.

Daniele Gugliotta lo sa, perché come per i suoi fratelli Alessandro e Alessio, suo padre Maurizio non era solo un genitore ma un modello, un eroe al quale ispirarsi che adesso non c’è più, almeno fisicamente. Ma il ricordo e gli insegnamenti resteranno per sempre in lui pur essendosi, le, loro strade, incrociate per poco più i vent’anni anni. Un’ammirazione per il papà che ha voluto raccontare a tutti sul suo profilo Facebook a pochi giorni da quel terribile delitto al mercato del Barattolo, a Torino, quando la lama di un coltello sferrata da un giovane immigrato nigeriano ha reciso la giugulare del 51enne originario di Francavilla Angitola ma dal 1988 residente a Settimo con la moglie Carmela (LEGGI LA NOTIZIA DELL'OMICIDIO).

La sua colpa è stata quella di passare tra i teloni stesi dall’extracomunitario.

Scrive Daniele, il più grande dei tre fratelli: «Spero di essere un grande papà per i miei figli in futuro come lo sei stato tu per me. Tutti ti amavano, tutti ti ammiravano , le persone a noi care e amici sanno che eri una brava persona onesta e che ti facevi in quattro per portare avanti la famiglia e a non farci mancare niente e soprattutto un grande papà. Eri il mio modello di papà perfetto. Ora voglio solo giustizia perché non meritavi una fine così crudele». Poi un pensiero a mamma Carmela e ai fratelli Alessio e Alessandro: «Ora sono nelle mie mani e non gli farò mancare nulla come facevi tu con noi. Ti amerò per sempre, papà».

Tutta la famiglia ha voluto però chiedere che il loro «dolore non diventi strumento per crearne altro. Non vogliamo che diventi la bandiera di qualcuno per andare sui giornali a predicare odio e razzismo. Chiediamo di rispettare un dolore che lascia sgomenti e toglie il fiato. Decine e decine di telefonate di affetto e condoglianze da persone diverse, che ci hanno aiutato nel provare a sopportare un dolore immenso per noi».

Ad oltre 1200 km di distanza anche la comunità di Francavilla dove risiedono i parenti di Gugliotta, è stata toccata dalla scomparsa tragica del proprio “figlio”. E per mostrare vicinanza alla famiglia, il sindaco Giuseppe Pizzonia ha proclamato per la giornata odierna il lutto cittadino per tutta la durata dei funerali che si sono svolti stamani alle 10 a Settimo Torinese. Amato nella terra natìa e rispettato in quella piemontese visto che circa un centinaio di persone, giovedì scorso, si sono date appuntamento in via Carcano (teatro dell’efferato omicidio) per ricordare Maurizio Gugliotta. Padre amato troppo presto visto andar via, Per sempre.

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