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Forme di condizionamento nello Stato, l'analisi del sindaco di Riace Mimmo Lucano

Calabria
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Mimmo Lucano, sindaco di Riace
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REGGIO CALABRIA – Si apre con le considerazioni sul “Mondo liquido” di Zygmunt Bauman, l’evento che vede ospite Mimmo Lucano, sindaco di Riace, al Cineteatro Metropolitano di Reggio Calabria (Ex Dopolavoro Ferroviario).Durante la serata, hanno preso parte al dibattito Tiziana Barillà, autrice dell’libro “Mimì Capatosta, Mimmo Lucano e il modello Riace” ed a seguire il giornalista Aldo Varano, che ha intrattenuto una piacevole discussione con Lucano. L’evento, che è stato moderato da Antonio Calabrò, sembra aver attirato un forte interesse nei confronti della cittadinanza, tanto che, i posti a sedere sono da subito tutti occupati.

Appare chiara la posizione di Lucano nei confronti dei movimenti mediatici che fomentano la popolazioni ad avere atteggiamenti discriminatori nei confronti dei migranti «Per tanti anni, attraverso sistemi mediatici, non hanno fatto altro che parlare dell’immigrazione come causa di tutti i nostri problemi, se non ci fossero stati gli immigrati che partito sarebbe la Lega? Non sarebbe niente. Salvini e tanti della Lega hanno un pregiudizio nei confronti di persone che neanche conoscono, forse c’è un disturbo del comportamento». Per il sindaco di Riace non è stato un anno semplice, nonostante nel 2016 appaia il suo nome al quarantesimo posto della classifica “50 World Greatest Leaders”, stilata dalla rivista Americana “Fortune”, che lo vede al fianco di personalità del calibro di papa Bergoglio e Barack Obama, giunge la notizia che la Procura di Locri ha aperto un indagine per truffa aggravata, nei suoi confronti.

Lucano appare visibilmente tranquillo rispetto alle accuse, anzi esorta la Guardia di Finanza a compiere al meglio il suo lavoro, affinché non ci siano più dubbi sulla sua integrità. Vuole però chiarire un punto cardine: «Penso che si stia cercando di attaccare questa realtà perché è una delle poche che lascia un messaggio positivo sul caso dell’immigrazione». Tiziana Barillà, durante il suo intervento, descrive il sindaco come un amante della libertà, uomo politico che risponde a giusti ideali, ci esorta a riflettere su ciò che Lucano ha avuto il coraggio di fare, in quel modello di convivenza che ha il coraggio di andare oltre alla semplice accoglienza ed aggiunge: «Non occorrono motivi per accogliere, a Riace 900 persone non si sentono invase da 600 migranti, persone provenienti da circa 26 paesi diversi. Accogliere non dev’essere un vantaggio né uno svantaggio, è solo la cosa giusta da fare».

Importante anche il ruolo della scuola, Lucano ci racconta che «Durante gli anni di piombo, anche nella nostra periferia, le cose erano difficili, la scuola era un pretesto per vivere l’impegno sociale e politico. Proprio grazie al mio professore di religione, che aveva scritto alla lavagna, “Cristo non si è fatto i fatti suoi” - affermazione che andava un po’ contro gli insegnamenti che venivano dalle famiglie - ho sentito il bisogno di mettermi in discussione». Il sindaco, esprime chiaramente il suo pensiero nei confronti della situazione politica e mediatica che circonda la presenza dei migranti: «Ci sono forme di condizionamento oppressivo che occupano posizioni di potere e che approfittano della stessa per operare in maniera invisibile, ho imparato ad avere il sospetto della infiltrazione di organizzazioni, come quella massonica, all’interno dello Stato» ed aggiunge «La realtà è che per chi la vive in maniera diretta quello che ci viene proposto come la causa dei problemi, cioè la presenza dei migranti, in realtà è una delle soluzioni, solo con il centro di accoglienza lavorano oltre 100 persone».

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