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La commissione antimafia: la 'ndrangheta come punto di riferimento degli ultras della Juve

Calabria
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Nella foto: 
Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia
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ROMA - «Dall’inchiesta della Commissione è emerso che a Torino la 'ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell’ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di ndrangheta».

È quanto si legge nella relazione su mafia e sport approvata oggi all’unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia e presentata dalla presidente della Commissione Rosy Bindi e dal coordinatore del comitato Mafia e Sport, Marco Di Lello del PD.

«Al di là degli esiti dei processi, sia penale sia sportivo (in cui sia la procura federale che la difesa della Juventus hanno presentato ricorso) dall’inchiesta emerge un quadro molto preoccupante di infiltrazione 'ndranghetista nei gruppi di tifosi organizzati della Juventus, che deve suonare come qualcosa di più di un campanello di allarme non solo per la società torinese ma anche per tutte le altre squadre e per i rappresentanti delle istituzioni del calcio», si legge ancora nella relazione.

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