Salta al contenuto principale

Strage familiare a Rende, il movente resta oscuro

Il padre ha esploso colpo di grazia in testa ai figli

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
La villetta della strage
Tempo di lettura: 
2 minuti 13 secondi

RENDE (COSENZA) - Quattro morti, un movente tutto da chiarire ed una intera città sotto shock. La strage familiare compiuta lunedì a Rende (LEGGI LA NOTIZIA) ha gettato tutti nello sconforto. Un'intera famiglia distrutta e tanti dubbi sui possibili motivi. 

Tutto questo mentre emergono ulteriori particolari sulla strage. Salvatore Giordano, oltre ad avere colpito moglie e figli con coltello e un’arma da fuoco, avrebbe anche inflitto il colpo di grazia ai figli sparandogli alla testa. 

VIDEO: INQUIRENTI DAVANTI ALLA VILLETTA DELLA STRAGE - VIDEO 2: LE INDAGINI DAVANTI LA VILLETTA

Gli investigatori, intanto, hanno sentito alcuni parenti che abitano vicino alla villetta ma dalle loro dichiarazioni non sarebbe emerso nessun elemento utile alle indagini. L’uomo non aveva particolari problemi economici, si prendeva cura dei genitori, anziani e malati, e conduceva una vita regolare con la moglie.

I figli erano ragazzi apparentemente normali: Cristiana lavorava in un call center e Giovanni era studente universitario e di tanto in tanto aiutava il padre nel negozio di famiglia. Circostanze che rendono al momento avvolto nel mistero il motivo del tragico gesto. Inquirenti ed investigatori hanno fatto il punto della situazione in mattinata.

La città, come detto, è incredula. Anche l'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, è intervenuto esprimendo «il dolore personale e della Chiesa cosentina», chiedendo «a tutti la preghiera per i defunti e la consolazione per i parenti e la comunità rendese, sconvolta e attonita per quanto accaduto».

«Invocando la Vergine Maria, regina della famiglia - si afferma ancora nella nota - affinchè custodisca la cellula primaria della società e della Chiesa, da questi eventi delittuosi e tanti attacchi diabolici contro di essa», il Vescovo ha chiesto a tutti «l'attenzione alle solitudini e alle sofferenze, la solidarietà come prime vie per intercettare i segnali di difficoltà e prendersi cura della famiglia, soprattutto di quelle più giovani, indifese e in difficoltà. Assicurando la Sua preghiera e la vicinanza della Chiesa anche attraverso il parroco e la comunità parrocchiale locale, l'Arcivescovo resta in attesa degli sviluppi della vicenda confidando nell’opera della magistratura e delle forze dell’ordine affinchè si faccia luce su quanto accaduto». «Alle strutture educative e pastorali della diocesi, che operano a favore e a servizio delle famiglie - conclude il comunicato - dall’Arcivescovo Nolè l’esortazione ad un impegno sempre nuovo perché nessuno, soprattutto le famiglie, cadano nel baratro della solitudine e delle tenebre».

Il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha espresso, a nome di tutta la città, «profondo cordoglio per la strage accaduta in Contrada Cutura. Una tragedia che tocca la nostra comunità in modo profondo e doloroso. Tutta la vicinanza ai familiari per questo dramma senza confini». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?