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Mancato rispetto della sorveglianza speciale a Vibo

Cassazione annulla condanna ad esponente clan

Calabria
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La Corte di cassazione
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VIBO VALENTIA - La Prima sezione penale della Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso discusso oggi dall'avvocato Diego Brancia, nell'interesse di Franco Barba, ha annullato senza rinvio perché il fatto non sussiste la condanna alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione, inflitta dal Gup di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, poi confermata in Appello, per la violazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, allorché lo stesso, sottoposto alla misura dell'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, venne sorpreso alla guida di un’autovettura priva di polizza assicurativa mentre si trovava al di fuori dei confini stabiliti dall'ordinanza.

Le argomentazioni sostenute dalla difesa - che ha richiamato l’orientamento della Corte Costituzionale pronunciatasi con sentenza additiva, quello delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in tema di attualità della pericolosità sociale, oltre proprio ad un principio già enunciato dalla Prima sezione penale - sono state integralmente accolte, tanto che il Supremo Collegio ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Per tali vicende Franco Barba era stato ristretto agli arresti domiciliari per oltre sei mesi, oltre alla sottoposizione ad altre misure non custodiali.

Allo stesso Barba era contestata la recidiva reiterata infraquinquennale, per cui la condanna sarebbe divenuta immediatamente esecutiva. Barba è stato in passato condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso, perché ritenuto ai vertici del clan Lo Bianco-Barba, ed è attualmente detenuto quale mandante dell’omicidio di Mario Franzoni, consumato a Porto Salvo nell’agosto del 2002.

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