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Nascondiglio colmo di merce rubata scoperto a Lamezia

Un arresto e due denunce, recuperata refurtiva - VIDEO

Calabria
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Nella foto: 
L'operazione dei carabinieri
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1 minuto 35 secondi

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Merce rubata per un valore di oltre venti mila euro tenuta nascosta in una vera e propria “base operativa” composta da un’abitazione del complesso residenziale “Marinella”, in località Sant’Eufemia di Lamezia Terme.

La scoperta è stata fatta dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme che hanno tratto in arresto il responsabile, Salvatore Borelli (nella foto in basso), 31 anni, già noto alle forze dell’ordine e gravato dalla misura dell’obbligo di dimora. Sarebbe stato lui a pianificare i suoi “affari” insieme a due complici, T.J., 25 anni, e L.P, 33.

IL VIDEO CON LE INTERCETTAZIONI

 

Il complesso residenziale è composto da decine e decine di abitazioni estive, per lo più disabitate durante l’inverno. Per questo, uno degli appartamenti era stato usato per raccogliere mobili, specchi, lampadari, oggetti di arredamento, financo quadri d’autore, rubati per poi essere rivenduti. I carabinieri hanno però rintracciato alcuni di questi oggetti in esercizi commerciali che si occupano di vendita di merce usata.

BORELLI Salvatore

 

È stato da lì che si sono attivate le indagini. Gli appartamenti colpiti, infatti, si concentravano in un’area relativamente ristretta pertanto è apparso esserci fin da subito un “filo rosso” che accumunava tutti gli episodi. Un accurato lavoro di raccolta di denunce di furto, sopralluoghi, appostamenti, visione di filmati e riscontri alle intercettazioni telefoniche hanno permesso ai militari di documentare le responsabilità delle tre persone coinvolte, individuando il canale di ricettazione attraverso il quale la merce rubata veniva rimessa sul mercato. I carabinieri hanno anche raccolto alcune importanti intercettazioni, in cui gli indagati confermano il “giro” di oggetti rubati.

Più di duecento quelli rinvenuti e restituiti ai legittimi proprietari dopo un meticoloso lavoro di riscontro che ha permesso di dimostrare la riconducibilità della merce a nove episodi di furto effettuati negli ultimi mesi. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Borelli e l’obbligo di dimora nel Comune di Lamezia Terme per i due complici.

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