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Incendio distrugge un noto pub a Catanzaro Lido

Dentro i cadaveri di due giovani. Rogo doloso - VIDEO

Calabria
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L'incendio del pub di Catanzaro
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CATANZARO - Due cadaveri sono stati rinvenuti all’interno di un noto pub di Catanzaro distrutto la scorsa note da un incendio. L’allarme è stato dato da una pattuglia dei baschi verdi della guardia di finanza che, durante un turno di controllo del territorio, ha notato del fumo fuoriuscire dal locale.

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Sul posto sono subito intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Sellia Marina e Catanzaro che hanno dovuto lavorare diverse ore per domare l’incendio che ha completamente distrutto il Tonnina's pub di Catanzaro Lido, locale molto noto e frequentato da diversi giovani.


 

Al termine delle operazioni di spegnimento, con l’intervento di venticinque unità dei vigili del fuoco, sono stati trovati due cadaveri nel locale. Uno dei due è stato investito dalle fiamme ed è morto carbonizzato, l'altro ha provato a ripararsi dietro un muretto ma è morto presumibilmente per asfissia. 

Le vittime sono Giuseppe Paonessa, 34 anni, ed Eugenio Sergi, 33 anni. Entrambi sono residenti a Borgia, centro alle porte di Catanzaro Lido. La polizia ha identificato le vittime dopo una serie di rilievi, compreso il ritrovamento di un telefono cellulare.

Paonessa è già noto alle forze dell’ordine ed ha patteggiato la pena nell’ambito di un processo che lo vedeva accusato di avere sparato ad una coppia di fidanzati. Il fatto risale al 2010, quando Paonessa avrebbe sparato alla sua ex insieme ad un’altra persona, anch’egli condannata. Il padre di Paonessa gestisce un bar a Borgia, dove avrebbe lavorato anche Sergi.

I vigili del fuoco hanno riscontrato l’utilizzo di liquidi infiammabili e questo conferma l’ipotesi dell’origine dolosa. Sul posto sono intervenuti la polizia, con la squadra Mobile che conduce le indagini, il magistrato di turno ed il medico legale.

Secondo quanto ricostruito da fonti investigative, la gestione del locale era cambiata dopo che, in passato, la precedente gestione aveva subito un'estorsione. Il personale della squadra mobile, che indaga sotto le direttive del capo, Nino De Santis, non si sbilanciano ancora sulle cause di quanto è accaduto. L'episodio, comunque, secondo i primi riscontri, appare di matrice dolosa, alla luce delle tracce di combustibile rilevate dai vigili del foco.

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