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'Ndrangheta, arrestato il latitante Vincenzo Di Marte

Si nascondeva in un'abitazione a Gioia Tauro - VIDEO

Calabria
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Nella foto: 
Vincenzo Di Marte
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2 minuti 23 secondi

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) - I carabinieri del nucleo investigatico di Gioia Tauro assieme ai Cacciatori di Calabria lo hanno individuato e arrestato in località Ponte Vecchio a Gioia Tauro. È finita così la latitanza di Vincenzo Di Marte cl. 1981, considerato personaggio di spicco della cosca “Pesce” operante nel territorio di Rosarno e Gioia Tauro, gravato da precedenti di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti.

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DEL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI
COLONNELLO GIUSEPPE BATTAGLIA

Secondo quanto illustrato dal procuratore della Repubblica vicario di Reggio Calabria, Calogero Gaetano Paci, in una nota «l’uomo si era reso irreperibile dal giugno 2015, allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale ufficio del Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, perché ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravato dalla transnazionalità della condotta e con la finalità di agevolare il rafforzamento economico delle cosche di ‘ndrangheta dei “Pesce” di Rosarno e degli “Alvaro” di Sinopoli (operazione “Santa Fé”). Capi di accusa che lo scorso luglio hanno condotto alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione».

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CHE HA PORTATO ALLA CATTURA DI VINCENZO DI MATTEO

In particolare, «la transnazionalità dei traffici delittuosi a cui era dedito trova ulteriore conferma in un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria spagnola per reati sugli stupefacenti».

Di Marte era stato recentemente inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi insieme ad Emanuele Cosentino, latitante di Palmi arrestato in Germania lo scorso mese di marzo dai Carabinieri di Reggio Calabria ed estradato in Italia alcuni giorni dopo l'arresto (LEGGI LA NOTIZIA).

Paci ha spiegato come «l’esito positivo dell’operazione sia stato favorito da una meticolosa e articolata attività d’indagine finalizzata alla sua cattura, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, originata nell’ottobre 2017 e supportata da ampia attività tecnica. Gli investigatori del Gruppo di Gioia Tauro, con il costante supporto dei militari del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, hanno sviluppato le prime informazioni e incessantemente monitorato lo stretto circuito relazionale dell’uomo, riuscendo ad individuare in contrada Morrone di Gioia Tauro, un’abitazione di su due livelli composta da tre unità abitative. Di Marte - conclude Paci - è stato sorpreso all’interno dell’abitazione al piano terra dove aveva trovato rifugio da qualche giorno. Scovato, non ha opposto alcuna resistenza. Nella sua disponibilità i militari hanno rinvenuto documenti di identità falsi, oltre 12 mila euro in contanti, 1 tablet e diversi telefoni cellulari, il tutto sottoposto a sequestro. Nella circostanza sono state arrestate per favoreggiamento personale e condotte ai domiciliari altre quattro persone che risiedono nello stabile: si tratta di due coppie di coniugi che con la loro condotta avrebbero aiutato il latitante a sottrarsi alla cattura».

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