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Finita la fuga del killer vibonese: interrogato per ore

Francesco Olivieri si è presentato al carcere di Vibo

Emesso il fermo: «Vero e proprio raid punitivo»

Calabria
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Nella foto: 
Il luogo della sparatoria a Nicotera
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2 minuti 37 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal maggio 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - La caccia all'uomo è terminata. Francesco Olivieri (nella foto in basso), il killer di Nicotera che ha ucciso due persone e ferito altre tre venerdì scorso (LEGGI LA NOTIZIA), si è infatti presentato ieri sera, dopo le 23.30 all'istituto penitenziario di Vibo Valentia. In tarda mattinata, nei suoi confronti è stato emesso il provvedimento di fermo.

Francesco Olivieri

Era solo al momento in cui è comparso presso il piantone della casa circondariale, come ha riportato Il Quotidiano del Sud in esclusiva sull'edizione cartacea, affermando di volersi costituire. Immediatamente sono scattate le procedure, con l'arrivo sul posto dei carabinieri che lo hanno subito preso in consegna e portato presso il comando provinciale dell'Arma alla presenza del pm Concettina Iannazzo, titolare dell'indagine.

E' stato verosimilmente il fiato sul collo degli investigatori - che ieri hanno trovato l'auto bruciata (LEGGI) utilizzata dal 32enne di Caroni di Limbadi, per recarsi prima in Paese e sparare contro tre persone e successivamente a Nicotera Marina per uccidere Giuseppina Mollese e Michele Valerioti nelle rispettive abitazioni - a costringere il fuggitivo a recarsi al carcere di località "Castelluccio" dove poi è stato raggiunto dal proprio legale di fiducia, l'avvocato Francesco Capria che ha assistito all'interrogatorio condotto dal maggiore Dario Solito, comandante della Compagnia di Tropea, dal suo parigrado Valerio Palmieri del Reparto Operativo e dal pm Iannazzo.

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Si chiude così una intensa caccia all'uomo durata tre giorni che ha visto in campo un centinaio di uomini a perlustrare non solo il comprensorio nicoterese ma anche quello della vicina Piana di Gioia. Fuga che aveva messo non poco in ansia gli abitanti di Nicotera timorosi - a giusta ragione - che il killer potesse comparire nuovamente magari per portare a termine la propria opera. L'imponente dispositivo messo in atto dalle Forze dell'Ordine gliel'ha però impedito.

Il provvedimento di fermo

«L'indagato ha effettuato un vero e proprio raid punitivo, recandosi nelle abitazioni delle vittime, già designate nel suo programma criminoso, e colpendole da distanza ravvicinata in parti del corpo che hanno attinto organi vitali». Questo uno dei passaggi del fermo di indiziato di delitto emesso dal pm Concettina Iannazzo nei confronti di Francesco Olivieri, il 32enne accusato dell'omicidio di Giuseppina Mollese, 80 anni, e di Michele Valerioti, 67 anni, a Nicotera marina il pomeriggio di venerdì 12 maggio scorso. Allo stato, l'indagato si trova in carcere - dove si è costituito la scorsa notte - e dove si è svolta l'udienza di convalida davanti al gip Gabriella Lupoli.

Le parole di Olivieri

Olivieri ha risposto alle domande affermando che il movente dei delitti è riconducibile ad una vendetta per l'uccisione del fratello. Ad assiterlo c'era l'avvocato Giosuè Monardo su delega del collega Francesco Capria. Il Gip si è al momento riservato la decisione sulla convalida del fermo. Nel dettaglio Olivieri ha riferito che l'azione è stata premeditata, che aveva da sempre in animo di farla pagare alle persone che riteneva essere coinvolte nell'omicidio del fratello e che c'erano altri soggetti sulla sua lista di morte. Ha aggiunto di essersi nascosto nelle campagne sopra Limbadi e di essere stato sempre da solo nel corso della fuga. Non ha fornito spiegazioni, invece, su come sia arrivato al carcere di Vibo.

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