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La fogna finiva direttamente in mare nel Vibonese

Sequestrato sistema by-pass in un depuratore - VIDEO

Calabria
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Il by-pass realizzato nel depuratore
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2 minuti 11 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal maggio 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

BRIATICO (VIBO VALENTIA) - I carabinieri della sezione Polizia giudiziaria-Nucleo ambiente della Procura di Vibo, unitamente alla Capitaneria di Porto e ai carabinieri forestali, hanno proceduto al sequestro di un sistema di by-pass illegale nel depuratore comunale di Briatico sito in località San Giorgio e realizzato nella vasca di arrivo dei reflui fognari, costituito da una tubazione con un diametro di 30 centimetri.

briatico by pass depuratore

Un sistema che, con l’innalzamento del livello delle acque reflue in arrivo al depuratore, consentiva l’immissione diretta e senza alcun trattamento dei reflui nella condotta sottomarina dell’impianto, sfociante nello specchio di acqua del mare antistante il litorale di Briatico a circa 800 metri. Le indagini hanno preso avvio a seguito delle disposizioni impartite dal procuratore capo Bruno Giordano e si sono sviluppate attraverso l'apposizione di un sistema di videosorveglianza all’interno della vasca di arrivo dei liquami che ha consentito di far emergere come dal 1 giugno ad oggi i reflui confluissero direttamente all’interno del by-pass e da qui nella condotta sottomarina.

GUARDA IL VIDEO DEL BY PASS

E’ stato così ravvisato un concreto pericolo di inquinamento della acque costiere ed inoltre è stato accertato che la ditta di Lamezia Terme Ecotec a cui il Comune di Briatico sin dal 2012 ha affidato la gestione e la conduzione dell’impianto avrebbe beneficiato di un notevole ritorno economico derivante dalla mancata depurazione di grandi volumi di acque reflue fognarie, recapitate direttamente e senza trattamenti nella condotta.

Il tratto di mare antistante la Rocchetta di Briatico, per circa due chilometri è stato infatti classificato dall’Arpacal come caratterizzato da acque di “scarsa qualità” e, pertanto, sottoposto a divieto di balneazione tuttora vigente. Inquinamento ambientale, danneggiamento aggravato di acque pubbliche, violazione dei vincoli paesaggistici, frode nelle pubbliche forniture ed altre violazioni di natura ambientale i reati ipotizzati dagli investigatori e dalla procura di Vibo Valentia che hanno indagato i vertici dell'azienda lametina.

L’impianto in questione si trova quindi ad operare senza una valida autorizzazione allo scarico , scaduta il 29 aprile scorso e senza che il Comune ne abbia richiesto il rinnovo, in quanto mancante del misuratore di portata al bypass che non è stato mai installato.

Tra l'altro, gli investigatori hanno reso noto che questo sistema di deviazione dei reflui attraverso il bypass durava da anni e che lo stesso entra in funzione in caso di piogge intense oppure nel periodo estivo, in concomitanza con la presenza di numerosi bagnanti lungo la costa del comune del Vibonese. Le attività degli investigatori si stanno anche concentrando anche su quei comuni che hanno ottenuto finanziamenti in materia di depurazione ma senza aver speso (o speso male) gli stessi. E non sono pochi.

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