Salta al contenuto principale

Omicidio Vinci, consegnata la salma alla famiglia

I funerali si svolgeranno sabato a Limbadi

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
L'auto distrutta dalla bomba
Tempo di lettura: 
1 minuto 36 secondi

LIMBADI (VIBO VALENTIA) - Si svolgeranno sabato 14 luglio, a Limbadi, i funerali di Matteo Vinci, il biologo quarantaduenne morto a Limbadi lo scorso 9 aprile per l'esplosione di una bomba collocata sotto la sua autovettura, e nella quale rimase ferito il padre, Francesco, di 73 anni (LEGGI LA NOTIZIA). Lo annuncia l’avvocato Giuseppe De Pace, legale della famiglia Vinci-Scarpulla, a nome dei genitori della vittima.

LEGGI DEL RITORNO A CASA DEL PADRE DELLA VITTIMA
E DELLA DISPERAZIONE PER AVER SCOPERTO LA MORTE DEL FIGLIO

«Alle ore 15 - prosegue il legale - verrà aperta la camera ardente nei locali della scuola media di Limbadi e alle 18 inizierà la cerimonia con rito civile. Invitiamo a partecipare tutti i cittadini che credono al principio di resistenza contro la protervia mafiosa, tutte le associazioni antimafia e di cittadinanza attiva che si sono mobilitate per tenere viva la memoria del caro Matteo».

SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OMICIDIO DI MATTEO VINCI

Nell’ambito delle indagini per la vicenda sono stati arrestati Domenico Di Grillo e la moglie Rosaria Mancuso, la figlia della coppia, Lucia Di Grillo, ed il marito, Vito Barbara (LEGGI LA NOTIZIA DEI FERMI)

Il legale Giuseppe De Pace ha anche aggiunto: «Invitiamo tutte le associazioni antimafia e di cittadinanza attiva che si sono mobilitate per tenere viva la memoria del caro Matteo, l’associazione Libera, che con fattivo impegno si è prodigata nell’assistenza dei genitori superstiti della strage, i magistrati e le forze dell’ordine, che con spirito di abnegazione hanno lavorato, e lavorano, per il trionfo della giustizia, a cui tanto anelava la povera vittima, mentre lottava per la difesa dei propri diritti, gli organi di stampa e comunicazione, che tenendo quotidianamente viva l'attenzione sulla drammatica vicenda, hanno eretto un virtuale ed efficace cordone di protezione intorno alla vita della signora Sara e del signor Francesco, i genitori di Matteo, tuttora esposti al rischio di ritorsioni violente da parte del clan mafioso che vuole annientarli».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?