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Tragedia tra le Gole del Raganello, bilancio 10 morti

Dramma dei feriti e dei bimbi rimasti senza genitori

La storia di Chiara e del suo soccorritore - FOTO

Calabria
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Nella foto: 
Un soccorritore abbracciato dalla bambina tratta in salvo
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CIVITA (COSENZA) - A meno di ventiquattro ore dalla tragedia tra le Gole del Raganello, il quadro è più chiaro: sono 44 le persone travolte nell'onda di piena. Di queste 10 le vittime ormai accertate, 23 le persono tratte in salvo senza particolari conseguenze, 11 i feriti, alcuni in gravi condizioni.

LA STORIA DI CHIARA E DEI SUOI SOCCORRITORI

A tracciare il bilancio definitivo è stato il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, che ha voluto ringraziare tutti i soccorritori dopo avere partecipato al vertice con il prefetto di Cosenza.

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A chiudere il cerchio delle ricerche, che comunque proseguiranno per altre 24 ore, è stata la scoperta che i tre giovani pugliesi dati per dispersi erano in realtà accampati in una zona a monte della tragedia, lontani dall'area di pericolo e non raggiungibili con i telefoni cellulari.

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Il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, non ha dubbi: «C'era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti». Rispetto alla tragedia, ha ricordato Borrelli che «era in qualche modo prevedibile».

IL MINISTRO COSTA IN CALABRIA INCONTRA I FERITI GUARDA IL VIDEO

Le dieci vittime provengono da cinque regioni: Calabria, Lazio, Campania, Puglia e Lombardia. La Prefettura ha diffuso l'elenco ufficiale, le vittime sono: Paola Romagnoli, Bergamo, 55 anni, ricercatrice universitaria; Antonio de Rasis, 32, guida di Trebisacce (Cosenza); Gianfranco Fumarola, 43 anni, Martina Franca (Taranto); Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, Ercolano (Napoli); Carmela Tammaro, 41, Napoli; Antonio Santopaolo, 44, Napoli; Miriam Mezzolla, 27, Taranto; Carlo Maurici, 35, Roma; Valentina Venditti, 34, Roma; Claudia Giampietro, 31, Conversano (Bari).


 

Tra le vittime della tragedia del Raganello c'è, dunque, la guida che accompagnava alcuni escursionisti tra le gole della zona. Antonio De Rasis, 32 anni, volontario della Protezione civile, era stato tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga che distrusse un albergo a Rigopiano. Tutti lo indicano come una guida molto esperta.

LA SCHEDA: ECCO I PROFILI DELLE VITTIME

Restano da monitorare le condizioni dei feriti, di cui almeno 5 in gravi condizioni. Tra loro una bambina di 9 anni, trasferita al "Gemelli" di Roma, mentre quattro uomini presentano politraumi. Ancora più drammatica la condizione, evidenziata anche dal Ministro Costa, di quei bambini che nella tragedia hanno perso un genitore o entrambi.


 

Lutto in Calabria

«Ritengo doveroso, in presenza di una tragedia così rilevante come quella delle 'Gole del Raganellò, disporre per la giornata di domani, 22 agosto, una giornata di lutto regionale, con l’esposizione delle bandiere a mezz'asta». Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. «Dolore per i morti - aggiunge Oliverio - e grande solidarietà e cordoglio per i feriti ed i parenti delle vittime, in gran parte venuti in Calabria per trascorrere qualche giorno sereno, sono condivisi da tutta la comunità calabrese».

Le Gole che piacciono ai turisti

Il numero dei visitatori nella zona, specie durante i fine settimana e i giorni di festa, è altissimo. Il giorno di Ferragosto, ad esempio, tra le gole c'erano centinaia di vacanzieri, alcuni accompagnati dalle guide, altri in autonomia. L'onda di piena giunta ieri ha travolto tutti sia per la forza che per la portata del torrente. Un muro d'acqua e detriti di almeno 2,5 metri di altezza che ha scaraventato le persone a centinaia di metri di distanza. Alcuni corpi sono stati recuperati ad almeno tre chilometri di distanza dal punto di "impatto" della piena. Una tragedia evitabile: c'era un bollettino di allerta meteo che era stato diffuso dalla Protezione civile sin dal giorno prima.

Le eventuali responsabilità saranno comunque accertate dalla Procura di Castrovillari, che ha aperto un'inchiesta ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. 

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