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Voto di scambio, assolto il senatore Piero Aiello

«Accuse che non meritavo, ho sempre creduto nella legge»

Calabria
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CATANZARO - Il senatore del Nuovo Centrodestra Piero Aiello è stato assolto per non aver commesso il fatto dal reato di voto di scambio di cui era accusato nell'ambito dell'operazione Perseo condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Perri, dinanzi al quale si è svolto il processo con rito abbreviato. Il senatore Aiello, che si è sempre professato innocente (LEGGI LA NOTIZIA) era difeso dall’avvocato Nunzio Raimondi. Il pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Elio Romano, aveva chiesto la condanna di Aiello a tre anni di reclusione.

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«Ho sempre creduto nella giurisdizione e non mi sono mai discostato dalla retta via che mio padre, carabiniere, mi ha sempre indicato come l’unica che sia dato percorrere» ha detto Aiello. «In questo momento - ha aggiunto il parlamentare - penso a lui ed a quanto avrebbe sofferto se mi avesse saputo responsabile di un qualsiasi delitto. E penso a mia mamma, oramai avanti negli anni, dalla quale ho appreso valori e principi irrinunciabili e che sempre mi ha rassicurato con amore. Sento di dover chiedere pubblicamente scusa alla mia famiglia, a mia moglie ed ai miei figli, i quali hanno sofferto insieme a me per un’accusa che non meritavo di ricevere ma che, con il loro costante sostegno, mi hanno consentito di non soccombere. E penso pure, in questo momento di gioia, ai miei tantissimi amici, ai miei cari elettori, ai quali tutti voglio confermare i sensi della mia gratitudine per la vicinanza morale e materiale che in questi difficili anni di attesa della giusta sentenza mi hanno riservato».

«Voglio infine ringraziare - ha concluso Aiello - il mio difensore, il professor Nunzio Raimondi, il quale, con passione ed altissima competenza, mi ha guidato ed incoraggiato nella certezza che la giustizia sarebbe alla fine arrivata».

Nell'ambito dello stesso procedimento il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio l’avvocato Giovanni Scaramuzzino. Nel corso del processo l’avvocato Raimondi aveva chiesto l'assoluzione di Aiello perchè il fatto non sussiste.

Il difensore di Scaramuzzino, l’avvocato Francesco Siracusano, aveva chiesto da parte sua il proscioglimento. Il processo nei confronti di Scaramuzzino inizierà il 19 gennaio prossimo davanti ai giudici del tribunale di Lamezia Terme.

Aiello e Scaramuzzino erano coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro contro le cosche della 'ndrangheta di Lamezia Terme. Nei mesi scorsi i giudici del tribunale della libertà di Catanzaro avevano rigettato per la seconda volta la richiesta d’arresto nei confronti di Aiello. La decisione era giunta dopo la pronuncia della Corte di Cassazione con la quale era stata annullata con rinvio una precedente decisione del tribunale della libertà che aveva confermato il no all’arresto. La tesi sostenuta dall’accusa nel corso del processo era che in occasione delle elezioni regionali del 2010, Piero Aiello, candidato per il Pdl, avrebbe incontrato i boss della 'ndrangheta lametina Giuseppe Giampà e Saverio Cappello per ottenere voti.

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L’incontro, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuto nello studio dell’avvocato Scaramuzzino. Il giudice per le indagini preliminari aveva ritenuto che non ci fossero elementi per accogliere la richiesta di arresto avanzata dalla Dda di Catanzaro.

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