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Rapine a Pizzo, tre fermi da parte dei carabinieri

Avevano svaligiato la Posta e una tabaccheria

Calabria
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I video che hanno inchiodato i rapinatori
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2 minuti 25 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano della Calabria, oggi del Sud, dal maggio 2002 diventando poi redattore e occupandosi di Cronaca nera e giudiziaria, spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Sono due episodi distinti e separati ma hanno un unico comune denominatore: la violenza messa in atto dai presunti responsabili. Episodi sui quali l'Arma dei carabinieri è riuscita a far luce nel giro di pochi giorni arrestando tre persone accusate a vario titolo di rapina, lesioni, ricettazione, detenzione di droga. Entrambi sono avvenuti lo stesso giorno, il 2 settembre scorso, l'uno la mattina, l'altro nel pomeriggio, sempre nella stessa città: Pizzo Calabro.

Sono i colpi commessi all'ufficio postale (LEGGI LA NOTIZIA) e ad una tabaccheria della cittadina costiera che hanno portato al fermo rispettivamente di Francesco Cortese, 38 anni, di Vibo, e Dario Mantino, 26 anni, di Ionadi, e di Paolo Pagano, 40 anni di san Gregorio d'Ippona. I primi due sono accusati della rapina a mano armata perpetrata alle Poste che fruttò circa 2000 euro con annessa aggressione del direttore; il terzo invece di un analogo episodio alla Tabaccheria "La Marinella" con un bottino di appena 500 euro e il ferimento di una delle due titolari, nonché di un tentato furto al ristorante Hale Boop, sempre a Pizzo. Ad incastrare i tre è stata l'intensa attività investigativa messa in atto dagli uomini al comando del sottotenente Luca Domizi e del maresciallo Francesco Panei, del Norm, con il decisivo supporto dei colleghi della Stazione napitina agli ordini del maresciallo Carmine Cesa.


 

Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere dell'ufficio postale confrontando gli indumenti con quelli ritrovati nel vano porta oggetti dello scooter rubato e rinvenuto il 7 settembre scorso in pieno centro di Vibo, con i due giovani accanto. Ma non solo, non potendo procedere ad un riconoscimento visivo del volto in quanto al momento del colpo entrambi lo avevano coperto da una calza e dal casco, si è proceduto anche alla verifica della corporatura. Decisivo è stata anche l'ulteriore confronto della targa del motoveicolo visto davanti alla Posta con quello fermato pochi giorni dopo: era identica. Scooter risultato rubato il 19 agosto scorso in una via attigua a quella in cui i due sarebbero poi stati bloccati e, secondo i carabinieri, in procinto di mettere a segno un ulteriore colpo all'ufficio Pt di Vibo. Per quanto concerne Pagano, invece, gli accertamenti hanno consentito di stabilire che l'uomo, già con diversi precedenti penali a suo carico, prima di rapinare la tabaccheria, era entrato nel locale per giocare allo slot machine.

Subito dopo aver preso il denaro si era volatizzato per materializzarsi addirittura a Soveria Mannelli, provvedendo nel contempo a cambiare auto (La Renault Clio utilizzata per commettere reati, l'aveva sostituita con un'altra "pulita"). Sono stati i carabinieri del centro montano dell'alto Lametino a fare la segnalazione ai colleghi di Vibo che hanno proceduto ad avviare le ricerche su Vibo fermando l'uomo, che tra l'altro aveva violato la misura dell'obbligo di dimora, nei pressi del tribunale nuovo il 7 settembre scorso. I fermi sono stati convalidati dal giudice che ha disposto per tutti e tre il carcere.

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