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Pedopornografia in Calabria, arrestato un 63enne

Aveva oltre 2000 tra video e foto incriminanti

Calabria
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REGGIO CALABRIA - Un veroe proprio archivio di materiale pedopornografico di vario genere è stato scoperto in diverse memorie digitali nella disponibilità di un uomo che dietro l'immagine esterna di impiegato e padre di famiglia, celava la personalità di un appassionato collezionista di immagini e video pedopornografici.

Si tratta di un impiegato di 63 anni di Reggio Calabria che è stato arrestato dalla Polizia postale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura reggina. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia Postale di Reggio Calabria che, tempo addietro, aveva eseguito una perquisizione nell’abitazione e nella sede di lavoro dell’indagato nell’ambito di un altro procedimento penale aperto dalla Procura della Repubblica di Venezia. Gli accertamenti hanno consentito di trovare duemila file di immagini e video conservati nelle memorie digitali degli strumenti sequestrati, dal contenuto esplicitamente pedo-pornografico del quale, secondo l’accusa, l’uomo era perfettamente consapevole, tanto che gli viene contestata l'aggravante dell’utilizzo di mezzi per impedire la propria identificazione.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Gerardo Dominijanni, e dirette dal Sostituto procuratore Diego Capece Minutolo, secondo quanto riferisce un comunicato della Questura reggina, «si sono rivelate particolarmente complesse poiché l’indagato, evidentemente consapevole delle caratteristiche proibite del materiale detenuto, al fine di impedire la propria identificazione aveva effettuato le connessioni attraverso la linea internet del proprio datore di lavoro e quella di un’abitazione privata ubicata nei pressi del suo domicilio».

Inoltre, «gli accertamenti - afferma ancora la Questura - hanno permesso di provare anche la divulgazione del materiale e la presenza di video che documentano abusi sessuali su vittime preadolescenti, nonché la creazione di apposite 'cartellè destinate a classificare le diverse tipologie di immagini e video». 

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