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Cosenza, i saldi non attraggono
Confcommercio: spese limitate

Calabria

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A DIECI  giorni dall’inizio della stagione dei saldi invernali 2014, il Centro Studi di Confcommercio Cosenza ha elaborato un rapporto contente i dati sull’andamento delle vendite rilevati attraverso un’attività di monitoraggio svolta su un campione di imprese e di consumatori della provincia. A presentare i dati, il Direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Cocciolo che nell’illustrare i risultati del monitoraggio ha commentato: «Almeno per il momento le proposte in saldo sembrano non aver attirato la sperata attenzione dei consumatori cosentini che in questo primo periodo di saldi 2014, hanno fatto registrare un’affluenza nei negozi della provincia inferiore alle aspettative. Secondo i dati rilevati dal nostro Centro Studi - ha continuato Cocciolo - i commercianti della provincia hanno riscontrato un netto calo delle vendite che ha colpito trasversalmente tutti i settori, dall’abbigliamento alle calzature agli articoli per la casa».
Il 40% degli imprenditori sostiene che le vendite relative ai primi dieci giorni di saldi hanno subito una riduzione compresa tra il 6% ed il 10%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quel che riguarda la spesa media effettuata nel corso di questi primi dieci giorni,
dalle interviste condotte su un campione di imprese e consumatori, è stata rilevata una spesa media procapite di 110 euro, inferiore alla media nazionale stimata pari a 142 euro ed in calo del 27% rispetto alla spesa procapite sostenuta nel 2013.
A comprare quindi sono ancora in pochi, prevalentemente donne e giovani tra i 18 ed i 36 anni. Molti preferiscono passeggiare guardando le vetrine e facendo bene i conti prima di mettere mano al portafogli. La tendenza è comunque quella di acquistare pochi capi strettamente necessari e di qualità media. Si è lievemente ridotto anche l’acquisto dei prodotti griffati più costosi.
«Particolarmente allarmante - ha affermato Maria Cocciolo - è il dato secondo il quale una buona parte delle imprese intervistate (46%) ritiene la stagione dei saldi invernali poco importante rispetto al totale delle vendite effettuate nel corso dell’anno. Dato questo che dimostra quanto sia sempre più dilagante il clima di sfiducia delle imprese ma soprattutto quanto siano cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori. In particolare - spiega il direttore - le imprese lamentano la liberalizzazione delle vendite promozionali che ormai si susseguono lungo tutto l’arco dell’anno».

COSENZA - A dieci giorni dall’inizio della stagione dei saldi invernali 2014, il Centro Studi di Confcommercio Cosenza ha elaborato un rapporto contente i dati sull’andamento delle vendite rilevati attraverso un’attività di monitoraggio svolta su un campione di imprese e di consumatori della provincia. A presentare i dati, il Direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Cocciolo che nell’illustrare i risultati del monitoraggio ha commentato: «Almeno per il momento le proposte in saldo sembrano non aver attirato la sperata attenzione dei consumatori cosentini che in questo primo periodo di saldi 2014, hanno fatto registrare un’affluenza nei negozi della provincia inferiore alle aspettative. Secondo i dati rilevati dal nostro Centro Studi - ha continuato Cocciolo - i commercianti della provincia hanno riscontrato un netto calo delle vendite che ha colpito trasversalmente tutti i settori, dall’abbigliamento alle calzature agli articoli per la casa».

Il 40% degli imprenditori sostiene che le vendite relative ai primi dieci giorni di saldi hanno subito una riduzione compresa tra il 6% ed il 10%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quel che riguarda la spesa media effettuata nel corso di questi primi dieci giorni,dalle interviste condotte su un campione di imprese e consumatori, è stata rilevata una spesa media procapite di 110 euro, inferiore alla media nazionale stimata pari a 142 euro ed in calo del 27% rispetto alla spesa procapite sostenuta nel 2013. A comprare quindi sono ancora in pochi, prevalentemente donne e giovani tra i 18 ed i 36 anni. Molti preferiscono passeggiare guardando le vetrine e facendo bene i conti prima di mettere mano al portafogli. 

La tendenza è comunque quella di acquistare pochi capi strettamente necessari e di qualità media. Si è lievemente ridotto anche l’acquisto dei prodotti griffati più costosi. «Particolarmente allarmante - ha affermato Maria Cocciolo - è il dato secondo il quale una buona parte delle imprese intervistate (46%) ritiene la stagione dei saldi invernali poco importante rispetto al totale delle vendite effettuate nel corso dell’anno. Dato questo che dimostra quanto sia sempre più dilagante il clima di sfiducia delle imprese ma soprattutto quanto siano cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori. In particolare - spiega il direttore - le imprese lamentano la liberalizzazione delle vendite promozionali che ormai si susseguono lungo tutto l’arco dell’anno».

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