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Gioia Tauro, vertice a Bruxelles con Letta
Dopo le armi siriane c'è l'ipotesi Concordia

Calabria

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BRUXELLES - Nel corso dell'incontro che si è svolto questa mattina al Parlamento europeo di Bruxelles tra il presidente del consiglio dei ministri Enrico letta e gli eurodeputati italiani, l'on. Sergio Silvestris (Forza Italia - Ppe) ha presentato al premier un appello sottoscritto da 15 eurodeputati sulla vicenda del Porto di Gioia Tauro. Nell'appello si prende spunto dalla vicenda del trasbordo delle armi chimiche siriane che avverrà a Gioia Tauro per chiedere che la portualità meridionale non sia solo utilizzata per quelle operazioni scomode rifiutate da sistemi portuali di altre regioni italiane e di altri Stati.
"Per questa ragione - si legge nella nota consegnata al premier Letta - rivolgiamo appello perché il Governo italiano eserciti ogni pressione e svolga opportuna azione affinché tutte le operazioni di disarmo della nave Costa Concordia, naufragata al largo dell'isola del Giglio, siano effettuate presso il porto di Gioia Tauro. Lo smantellamento della Costa Concordia impiegherebbe trecento nuovi occupati, almeno due anni di lavoro e un valore delle operazioni complessive di 500 milioni di euro. In questo modo il Governo dimostrerebbe seria e concreta attenzione all'occupazione del Mezzogiorno e alle potenzialità della portualità meridionali, potenzialità che non possono essere ricordate solo quando c'è da localizzare operazioni delicate rifiutate da altri porti".
"Sono soddisfatto - afferma Silvestris - della risposta del presidente Letta, che ha nuovamente invitato il porto di Gioia Tauro a candidarsi per il disarmo della Costa Concordia apprezzando e condividendo il senso dell'appello che gli abbiamo rivolto. Attendiamo di verificare gli effetti dell'azione del Governo perché Gioia Tauro diventi un porto capace di attrarre nuovi investimenti e creare nuova occupazione per la Calabria e per il Sud".
L'appello presentato a Letta è stato sottoscritto dai deputati: Sergio Silvestris (Forza Italia), Raffaele Baldassarre (Forza Italia), Roberta Angelilli (Ncd), Antonello Antinoro (Ppe), Alfredo Antoniozzi (Ncd), Fabrizio Bertot (Forza Italia), Lara Comi (Forza Italia), Clemente Mastella (Forza Italia); Barbara Matera (Forza Italia), Alfredo Pallone (Ncd), Aldo Patricello (Forza Italia), Crescenzio Rivellini (Forza Italia), Amalia Sartori (Forza Italia) e Salvatore Tatarella (Ppe).
 

DOPO la decisione di utilizzare il porto di Gioia Tauro per il trasbordo delle armi chimiche siriane, da Bruxelles arriva un appello perché lo scalo calabrese possa ospitare lo smantellamento della Costa Concordia. L'ipotesi è stata prospettata nel corso dell'incontro che si è svolto questa mattina al Parlamento europeo di Bruxelles tra il premier Enrico Letta e gli eurodeputati italiani: Sergio Silvestris (Forza Italia - Ppe) lo ha presentato a nome di 15 eurodeputati. E il presidente del Consiglio, è stato sottolineato, ha apprezzato e condiviso il senso dell'appello e ha rinnovato l'invito a Gioia Tauro a candidarsi formalmente. 

L'obiettivo, venivca sottolineato nell'appello, è che la portualità meridionale «non sia solo utilizzata per quelle operazioni scomode rifiutate da sistemi portuali di altre regioni italiane e di altri Stati». Quella legata alla Concordia, hanno aggiunto, è un'operazione da 500 milioni di euro che impiegherebbe 300 nuovi lavoratori e garantirebbe due anni di attività. In calce al documento, le firme degli eurodeputati Sergio Silvestris (Forza Italia), Raffaele Baldassarre (Forza Italia), Roberta Angelilli (Ncd), Antonello Antinoro (Ppe), Alfredo Antoniozzi (Ncd), Fabrizio Bertot (Forza Italia), Lara Comi (Forza Italia), Clemente Mastella (Forza Italia); Barbara Matera (Forza Italia), Alfredo Pallone (Ncd), Aldo Patricello (Forza Italia), Crescenzio Rivellini (Forza Italia), Amalia Sartori (Forza Italia) e Salvatore Tatarella (Ppe).

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