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I calabresi hanno pagato 500euro di tributi alla Regione
Irap più alta d'Italia per il disavanzo Sanitario

Calabria

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CATANZARO - Nei tre anni dal 2008 al 2010, in media, ogni cittadino italiano ha versato alla propria Regione 914 euro di tributi propri, di cui 642 euro di Irap e 143 di Irpef. Ma la Calabria si è attestata ben al di sotto della media con 500 euro pro capite di media anche se le aliquote di partenza sono tra le più alte essendo fissate 4,97%, indice questo del livello basso dei redditi medi dei calabresi. Sono alcuni dei dati contenuti nel "Rapporto sulle entrate tributarie della Regione Calabria", pubblicato nei Quaderni Svimez, presentati oggi. I contribuenti più vessati sono quelli del Lazio (1.287 euro, di cui 969 di Irap e 187 di Irpef), della Lombardia (1.189 euro, di cui 871 di Irap e 177 di Irpef) e dell’Emilia Romagna (1.035 euro, di cui 705 di Irap e 187 di Irpef).
A livello di struttura, in Calabria sul totale delle entrate correnti il 90% sono di natura tributaria, 9% proviene da trasferimenti e il resto da entrate extra tributarie. Nella media 2008-2010 sul totale delle entrate tributarie il 25,5% ha riguardato tributi propri, il 74,5% tributi erariali, di cui oltre il 71% è costituito da compartecipazione Iva. Sul totale dei tributi propri, quasi il 62% è data dall’Irap, il 20,8% dall’addizionale Irpef e il resto da altri tributi propri. Il sistema di bilancio della regione Calabria ha avuto nel 2010 corrispondenza perfetta tra riscossioni e accertamenti (96%). In altre parole, in dieci anni, dal 2002 al 2011, le entrate di parte corrente accertate dalla Regione Calabria ammontano a 36 milioni di euro, le somme riscosse a 34,8. "Da qui, si legge nello studio, le polemiche concernenti la gestione della Calabria appaiono francamente pretestuose". In più, la Calabria applica aliquote più elevate nei tributi, Irap e Irpef, e ottiene un minor prelievo. A parità di reddito, quindi, un cittadino calabrese è colpito da un’imposta più elevata a fronte della quale fruisce di un minore livello di servizi.
95 EURO PRO CAPITE PER I LEP - In dieci anni, dal 2002 al 2011, le entrate correnti della Regione Calabria sono aumentate dello 0,4% (dal 13,4% sul Pil del 2002 al 13,7%). In crescita anche le entrate tributarie, che nel 2002 erano pari al 10,6% del Pil, e dieci anni dopo sono arrivate al 12,4%, passando cioè da 1.915 euro pro capite a 2.056 euro. Analizzando però in questo contesto il peso della spesa sanitaria, emerge che, relativamente al 2010, ultimo dato disponibile, a fronte di 3 miliardi 106 milioni di entrate, la spesa sanitaria standard si è attestata a 3 miliardi. Restano quindi soltanto 100 milioni di euro per tutte le altre spese legate ai livelli essenziali di assistenza (istruzione, trasporti, assistenza alle persone), i cui importi appaiono "chiaramente insufficienti", pari nel 2011 a 95 euro pro capite.
Irap e Irpef - Nel 2010 il valore pro capite del gettito Irap in Calabria è stato pari a 306,6 euro, rispetto a 364 euro della media Mezzogiorno e a 663,6 euro nel Centro Nord. Quanto al gettito derivante dall’addizionale Irpef, nel 2010 il prelievo pro capite è stato pari in Calabria, a 97,8 euro, nel Mezzogiorno, a 102,1 euro, nel Centro Nord, a 167,8 euro. In questo senso va rilevato che il gettito Irpef è salito nel Sud del 26% in 5 anni, dal 2005 al 2010, passando da 11,5 miliardi a 14,5 ( a fronte di una crescita nel Centro-Nord del 17,6%). A livello pro capite l’imposta netta con 120 euro resta superiore alle media Sud (107) e inferiore del 25% al Centro-Nord (161 euro) . In altri termini, nel 2010, rispetto a un’aliquota base dello 0,90%, la Calabria, con Molise, Campania e Lazio, è all’1,7%, arrivando, nel 2011, a fronte di un’aliquota base dell’1,23% al 2,03%.

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