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Il Comune deve fare cassa: altri 1.400 alberi
sono destinati al taglio nei boschi delle Serre

Calabria

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VIBO VALENTIA - Sono ancora una volta gli alberi ad essere utilizzati per far cassa nei Comuni. Ben 1.418 piante ricadenti nel territorio montano di Dasà, in provincia di Vibo Valentia, che il prossimo 13 maggio nei locali dell’amministrazione provinciale di Vibo - quest’ultima in veste di Stazione unica appaltante - verranno messi all’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete, per la vendita del materiale legnoso ricavabile dal taglio del lotto boschivo appartenente al demanio comunale di Dasà sito in località "Monte Famà", radicato in agro del limitrofo Comune di Arena. Si tratta di uno dei boschi più suggestivi ed incontaminati dell’intero comprensorio delle Serre vibonesi.

Fra gli alberi di cui è stata decisa la messa all’asta per il successivo taglio ci sono 1.357 piante di faggio, alcuni secolari, e 61 esemplari di raro abete bianco. Nel marzo scorso, un’analoga decisione di "fare cassa" attraverso il taglio degli alberi secolari delle Serre vibonesi da parte dell’amministrazione comunale di Serra San Bruno, aveva scatenato un’ondata di proteste sulla rete e sui social network da parte di ambientalisti, naturalisti e semplici cittadini da ogni parte d’Italia contrari all’abbattimento degli alberi secolari. Sul caso si erano registrate anche diverse interrogazioni parlamentari sino alla decisione del Comune di Serra di ritirare l’asta. In quel caso si trattava di circa 2.600 piante. A distanza di due mesi, identica situazione si ripresenta ora con il Comune di Dasà e gli alberi di Monte Famà.

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