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Bocciata la legge salvaprecari della sanità
La Consulta: «Calabria soggetta a piano di rientro»

Calabria

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CATANZARO - La consulta boccia la legge salvaprecari sulla sanità. E' la terza legge regionale dal 2008 che viene bocciata da Roma. A porre la questione è il senatore del Nuovo centro destra, Antonio Gentile. La norma a cui si fa riferimento prevedeva la trasformazione di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, del personale non dirigenziale delle Aziende sanitarie e ospedaliere della regione. 

Una tto quasi dovuto, insomma, per molti dipedenti delle Asp e degli ospedali. Il punto dolente? A detta della Consulta il debito del piano di rientro. A questo punto Gentile pone il caso e afferma: «Secondo la Consulta, in sostanza, non si poteva legiferare sulla stabilizzazione perchè la Regione aveva vincoli di rientro».  

«Il Consiglio regionale - ha aggiunto il senatore - deve correggere la legge. Io rispetto la Consulta e le sentenze ma faccio notare che è la terza legge regionale bocciata dal 2008 e questo significherebbe, purtroppo, che tutti gli stabilizzati, anche a tempo determinato, sarebbero oggi illegittimi».

Come riferisce lo stesso senatore Gentile, questa quota, ovvero «coloro che possono essere stabilizzati, rispettando tali crismi, devono essere il 50%, secondo quanto dispone la nuova legge nazionale. Sì è questa la riserva per quanti abbiano i requisiti della legge 296, ovvero un'esperienza di tre anni con contratti diversi nello stesso ente».

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