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Zone franche urbane, in Calabria 55 milioni
Stanziati i fondi per le agevolazioni fiscali

Calabria

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CATANZARO - Il Ministero per lo sviluppo economico ha dato il via libera alle agevolazioni fiscali relative alle Zine franche urbane e per quanto riguarda la Calabria i benefici complessivi ammontano a 55 milioni di euro.

Nel dettaglio, lo stanziamento delle risorse è stato avviato con un decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero e prevede, come detto, la concessione di agevolazioni, sotto forma di esenzioni fiscali e contributive, destinate alle imprese di micro e piccola dimensione che svolgono la loro operatività nel territorio delle Zone franche urbane nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza. Le domande di accesso sono state presentate dalle 12 del febbraio 2014 al 30 aprile scorso, esclusivamente tramite una procedura telematica. I 55 milioni di euro di incentivi relativi alla Calabria, sono stati ripartiti tra 2038 domande suddivise nelle sette Zone franche urbane e prevedono per Corigliano: 78 istanze agevolate per un importo medio ad impresa pari a 83 mila euro; per Cosenza 197 istanze per un importo medio di 36.783; per Crotone 686 istanze per un importo medio di 14.306; per Lamezia Terme 307 per un importo medio di 31.707; per Reggio 359 per un importo medio di 21.636; per Rossano 137 per importo medio di 52.873 e per Vibo 274 per un importo medio di 24.087. «La variabilità dell’importo medio concesso - riporta ancora il comunicato - è dovuta al rapporto tra l’ammontare delle risorse disponibili per l’intervento e l’ammontare del risparmio d’imposta e contributivo richiesto complessivamente dalle imprese. Le agevolazioni concesse saranno fruibili con il modello di pagamento F24, secondo le modalità e nei termini indicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, per il pagamento delle imposte sui redditi (Irpef, Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), dell’imposta municipale propria (Imu) e per l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente».

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