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Crisi senza fine, Unioncamere: «La ripresa
accenna a mostrarsi ma imprese restano in negativo»

Calabria

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CATANZARO - «Nei primi mesi del 2014 si consolidano i segnali di ripresa intravisti alla fine del 2013, ma tutti i principali indicatori di performance permangono ancora in terreno negativo». Lo afferma Unioncamere Calabria all’uscita dei dati congiunturali della regione per il primo trimestre dell’anno. 

Secondo i dati in possesso dell’unione delle Camere di commercio, «le variazioni tendenziali della produzione, del fatturato e degli ordinativi sono infatti contrassegnate dal segno meno, sia con riferimento al manifatturiero che alle costruzioni e al commercio e servizi». La situazione negativa sarebbe da ricercare, secondo Unioncamere, in una «domanda interna in affanno», legata allo «scarso contributo delle vendite all’estero, che ha invece trainato la ripresa a livello nazionale, quantomeno delle imprese manifatturiere, che tornano a crescere per la prima volta da dicembre 2011». 
C'è, dunque, per la Calabria una difficoltà aggiuntiva, legata ai tanti poblemi che impediscono alla Calabria di rivolgersi ai mercati esteri. Eppure, Unioncamere afferma che «le imprese calabresi si attendono, ad ogni modo, un ulteriore miglioramento della congiuntura economica per il secondo trimestre dell’anno, per quanto prevalgano le aspettative di una sostanziale stabilità. Le maggiori attese di recupero interessano l’industria manifatturiera». 
Secondo il presidente di Unioncamere, Lucio Dattola, «i segnali di ripresa del manifatturiero sono solo parzialmente colti dal nostro sistema imprenditoriale per via della minore apertura commerciale all’estero e della scarsa dinamicità che le imprese esportatrici sperimentano sui mercati internazionali. La domanda interna - aggiunge Dattola - continua a mostrare segnali di recessione, il che inficiagli sforzi intrapresi dalle imprese del terziario. Una ripresa dell’interscambio commerciale favorirebbe nell’immediato la nostra economia, pur senza gli effetti diffusi di cui si avrebbe bisogno. Dobbiamo concentrarci - conclude - sulla riattivazione dei circuiti commerciali interni, cercando di sostenere le leve dell’occupazione e del reddito degli abitanti della nostra regione».

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