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In Calabria pochi comuni brillano in differenziata
Solo 7 centri guadagnano una buona gestione dei rifiuti

Calabria

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CATANZARO - Sono solo l'1,7 per cento i comuni calabresi che arrivano a sfiorare la definizione di "rifiuti free", capaci cioé di raggiungere la quota del 65 per cento di raccolta differenziata. Appena sette comuni contro i 409 che compongono la nostra regione, rientrano, infatti, nella classifica "positiva" stilata da Legambiente per l'iniziativa "I comuni più ricicloni". 

La fotografia fatta da Legambiente, con i comuni virtuosi premiati oggi a Roma, vede il nord est trionfante, mentre alcuni segnali positivi arrivano dal centro-sud, in particolare dalle Marche. Per la Calabria, intesa nel suo dato complessivo, un misero ultimo posto al pari della Liguria, visto quell'1,7 per cento dei comuni che raggiunge la soglia sperata. La classifica stilata da Legambiente tiene conto della normativa comunitaria e nazionale, che indicano come la gestione dei rifiuti urbani in un determinato ambito territoriale debba essere valutata non solo in base alla percentuale di raccolta differenziata, ma considerando anche altri fattori tra i quali la riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti, la sicurezza dello smaltimento e l’efficacia del servizio. Ad esempio nel caso di un comune con buona percentuale di raccolta differenziata ma elevata produzione pro capite totale di rifiuti, scarsa raccolta dei rifiuti urbani pericolosi e assenza di una piattaforma ecologica, non si può trascurare come gli ultimi tre fattori siano altamente sfavorevoli.

Per la Calabria, dunque, sono sette i comuni capaci di cifre importanti, sei di quali in provincia di Cosenza e uno solo in quella di Reggio. In testa alla classifica c'è Casole Bruzio, paese del Cosentino con 2.559 anime e capace di raggiungere il 68,75 per cento di indice di buona gestione con una raccolta differenziata all'87,6%. Un risultato importante, vista la media della nostra regione. 

A seguire ci sono Pedace (68,06 di indice e 79,3% di differenziata); Pietrafitta (68,06 di indice e 76,5% di differenziata); San Fili (indice al 60,29 e differenziata al 73,8%); San Vincenzo La Costa (indice al 59,77 e differenziata al 71,8%); Saracena (59,43 di indice e 68,8% di differenziata), tutti comuni in provincia di Cosenza; chiude la classifica Roccella Ionica, centro del Reggino, il più popoloso tra i virtuosi, con 6.638 abitanti, un indice al 36,95 e una percentuale di differenziata pari al 68,7%. 

Sul piano nazionale, è un'Italia a due velocità quella registrata da Legambiente, con realtà locali che arrivano a sfiorare la definizione di "rifiuti free" ma anche regioni con un numero desolantemente basso, che nel caso della Val D’Aosta corrisponde addirittura a zero, di Comuni che raggiungono la quota del 65% di differenziata. In totale sono 1.328 i comuni italiani che hanno superato la prefissa soglia del 65% di differenziata, il 16% del totale, e per la prima volta ogni regione, tranne la Val d’Aosta, ha almeno un "campione". Ad averne di più è il Veneto, dove i comuni che riciclano sono il 67%, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 50,2% e dalle Marche, la regione migliorata maggiormente rispetto alla scorsa edizione, con il 34,6%, mentre in fondo alla classifica oltre alla Val d’Aosta ci sono, appunto, Calabria e Liguria (entrambe all’1,7%) e la Puglia (1,9%).

 

 

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