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Il maltempo affossa la stagione estiva in Calabria
Turismo in difficoltà e danni in agricoltura

Calabria

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CATANZARO - Se il mese di giugno è stato archiviato con un record per le temperature calde, quello di luglio passerà alla storia per le cattive condizioni meteo. Pioggia, spesso anche a carattere temporalesco, vento e temperature sotto la media stagionale, hanno caratterizzato questa prima parte dell’estate. E se il maltempo ha segnato tutta l’Italia, la Calabria ne paga grandi conseguenze economiche. Crollano gli incassi nel comparto turistico, dai lidi balneari alle attività commerciali nelle località turistiche, fino all’agricoltura, dove sono segnate in maniera irreparabile molte colture estive.

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Le previsioni della Coldiretti segnano perdite in tutti i comparti per un milione di euro: «Colpa del maltempo – dice l’associazione di categoria - che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani, con un calo preoccupante dei consumi di frutta estiva».

LA CRISI IN SPIAGGIA - «Siamo alla disperazione, c'è poco altro da dire». Massimo Nucera, rappresentante di Assobalneari in Calabria, è amareggiato per l’andamento della stagione balneare. Il clima poco mite ha scoraggiato le presenze in spiaggia ma i problemi non sono pochi. «Vogliamo andare via da qui - dice Nucera - Ci trattano come delinquenti, fanno controlli e sequestri a tappeto e non abbiamo interlocutori nelle istituzioni. Se in Spagna piove, la gente può fare altro ma qui non c'è proprio gente, solo povertà. Questa è la realtà». 

Lo stesso Nucera, che gestisce un lido sulla costa jonica reggina, ha dovuto ricorrere a lavori di adeguamento per mettersi in regola, riuscendo a terminarli soltanto ieri. E, nonostante lo sforzo, la clientela manca. «Sabato ho fittato sette ombrelloni su settanta disponibili, incassando settanta euro. Ho sette dipendenti in regola, a pranzo ho fatto solo quattro pasti. Come si fa ad andare avanti così? Ho l’impressione - sostiene Nucera - che il resto d’Italia non vuole far sviluppare la Calabria perché sanno che nessuno potrebbe competere con i nostri ottocento chilometri di costa, la sabbia bianca e il mare blu». 

Con il brutto tempo sono cambiate, dunque, anche le abitudini dei vacanzieri. Così nelle località turistiche calabresi si segnalano presenze in calo per le classiche gite fuoriporta, con vacanze “mordi e fuggi” ridotte drasticamente. Pochi fine settimana dedicati alla vacanza, vista l’incertezza del tempo. E le conseguenze si fanno sentire anche sull’occupazione, con scarsi risultati per i lavoratori stagionali del settore.

AGRICOLTURA IN GINOCCHIO – Ma la pioggia e il vento non hanno fermato solo i turisti. Perché gli effetti di un mese di luglio disastroso si sono abbattuti anche sui prodotti agricoli. La Coldiretti denuncia i danni alle colture, ma anche il calo di consumi di prodotti stagionali. Secondo l’associazione saranno il maltempo ha anche colpito l'occupazione stagionale e «a rischio - osserva la Coldiretti - ci sono dieci milioni di giornate di lavoro nella raccolta dell’ortofrutta estiva ma anche tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture turistiche come cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza, all’informazione, ai servizi e all’assistenza alla clientela».

La Coldiretti stima che il crollo dei consumi della frutta estiva rischia di far scomparire un quinto dei pescheti italiani, con gravi effetti sull'occupazione sull'ambiente e sulle imprese. Ma a soffrire del calo dei consumi sono anche altre coltivazioni come le susine i meloni ed i cocomeri. Tutti prodotti molto diffusi in Calabria, dove i produttori lamentano di non riuscire nemmeno a coprire le spese. 

METEO: REGNA L’INSTABILITA’ – Con il naso rivolto all’insù, nel tentativo di scorgere un miglioramento, le previsioni consegnano ancora tempo instabile almeno fino alla fine del mese di luglio. Gli esperti parlano di continui capovolgimenti, con le perturbazioni che cambiano intervallate da qualche raggio di sole. Andrà un po’ meglio in Calabria, anche se l’incertezza, dicono gli esperti, resta sovrana.

 

 

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