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Per gli stabilimenti balneari è crisi profonda
A giugno e luglio calano le presenze del 20 e 25%

Calabria

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CATANZARO - Se la crisi economica non fosse stata già sufficiente, ci mancava un'estate all'insegna dell'instabilità del tempo a provocare scossoni importanti al turismo calabrese. A lanciare l'allarme è il Sindacato Italiano Balneari che associa circa 10.000 imprese italiane e aderisce alla Fipe/Confcommercio.

La situazione degli operatori del settore in Calabria è drammatica. Nel mese di giungo è stato registrato un calo delle presenze del 20 per cento, ma è il mese di luglio ad assestare il colpo definitivo con un meno 25 per cento che la dice lunga sulle abitudini di calabresi e turisti nei primi due mesi estivi.

D'altronde, è lo stesso sindacato ad evidenziare la situazione di crisi. Se a far da padroni sono vento, pioggia e freddo a nulla servono stabilimenti attrezzati, sconti e promozioni. Le imprese balneari, già segnate dalla crisi economica, sono andate in profondo rosso con una media approssimativa che a livello nazionale indica meno 40 per cento. Per la Calabria, dunque, non resta che guardare il lato positivo, dal momento che la nostra regione ha risentito di meno del crollo dei vacanzieri, considerato che ci sono state situazioni drammatiche in Campania e Marche, ad esempio, con cali a luglio rispettivamente del 70% e del 60%, ma non è andata meglio in Liguria (-50%), Toscana (50%) ed Emilia Romagna (-30%).


 

 

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