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Polo oncologico di Catanzaro, è una corsa contro il tempo
Così la Regione prova a salvare la Fondazione Campanella

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La proposta di legge che ridisegna il futuro della Fondazione Campanella per salvare il polo oncologico di Catanzaro è arrivata in aula senza seguire l’iter consueto. La norma è stata assegnata alla terza commissione, ma dall’organo di controllo non è mai passata prima di essere portata all’attenzione dei consiglieri regionali (LEGGI). Il Consiglio aveva fretta, ma nella relazione di accompagnamento della proposta, firmata da Franco Talarico, si aggrappa alla sensibilità del prossimo Commissario per il piano di rientro. 

Per il firmatario della proposta adesso la “Campanella” potrà “salvaguardare i livelli occupazionali e si può consentire la sua stessa sopravvivenza alla luce delle prescrizioni del Patto della salute”. Sempre che il Commissario, la cui nomina è stata ancora rinviata, non decida di fare altrimenti. “Siamo consapevoli - si legge nella relazione - che la competenza è del Commisario per il piano che non potrà non tener conto nel documento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale della volontà del massimo consesso rappresentativo delle istanze richieste e delle esigenze della popolazione calabrese”. 

Come dire, sappiamo di aver sconfinato nelle competenze ma non rinunciamo a mettere le mani avanti in un settore che drena dalle casse regionali diversi milioni di euro. Solo nel 2012, infatti, la Calabria ha sborsato 49 milioni di euro per i ricoveri fuori regione per diagnosi tumorale. La trasformazione della “Campanella” in un Istituto di ricovero e cura di carattere scientifico, con indirizzo oncologico e di natura privata, potrebbe contribuire a fermare questa emorragia. 

La proposta di legge, infatti, prevede di aumentare il numero di posti letto dai 35 attuali agli 80 futuri. Il legislatore regionale, poi, prevede di suddividere questa dotazione fra le unità operative a gestione diretta di: oncologia medica, oncologia e counselling genetico, gastroenterologia ed endoscopia digestiva, medicina nucleare, chirurgia oncologica generale, chirurgia toracica, chirurgia ricostruttiva, ginecologia oncologica, otorinolaringoiatria, urologia oncologica e terapia intensiva oncologica.
I servizi di anatomia patologica, medicina nucleare, radioterapia, laboratorio di diagnostica molecolare oncologica, anestesia, recovery room, terapia del dolore, direzione sanitaria, registro tumori regionale, epidemiologia clinica biostatica e trials clinic, non avranno posti letto a disposizione. Per le unità operative non gestite dalla Fondazione la previsione è quella di sottoscrivere degli accordi con la “Mater domini”.

L’obiettivo della proposta di legge è quello di far diventare la “Campanella” un “comprehensivercancer center” (un centro che abbia un approccio globale a questo tipo di malattie) non profit, che sia attivo in tre aree: assistenziale, ricerca e formazione.

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